Lei è la bellissima Lauren Graham, che per molti di noi resterà sempre e comunque la folle ma impossibile da non amare Lorelai Gilmore di Una mamma per Amica. Lui, invece, è l’attore Peter Krause e per quanto riguarda i personaggi da lui interpretati sul piccolo schermo, avete solo l’imbarazzo della scelta per decidere quale avete apprezzato e/o amato di più: il “becchino” Nate Fisher in Six Feet Under, oppure l’avvocato Nick George nella serie Dirty Sexy Money.
I due, come vi abbiamo anticipato in moltissime occasioni, si sono incontrati sul set della serie Parenthood (cliccando qui potrete vedere il trailer ufficiale della prima stagione dello show) che, ancora prima di cominciare, ha creato un grande interesse per una serie di motivi: in primo luogo perché è tratta dal film del 1980, “Parenti, amici e tanti guai”, del regista Ron Howard; poi perché la Graham ha dovuto sostituire a riprese già cominciate l’attrice Maura Tierney costretta ad abbandonare il set per i noti motivi di salute e, infine, per il grande successo di pubblico e critica ottenuto, permettendo a produttori e autori di pensare ad una seconda stagione.
La Graham e Krause, comunque, nello show interpretano due fratelli, ovvero Sarah e Adam Braverman, componenti di una famiglia che è costretta ad affrontare una serie di vicissitudini e che vede entrambi condurre delle vite piuttosto complicate e tutt’altro che semplici. A quanto pare, comunque, l’affiatamento tra i due è stato tale che da essere solo professionale si è trasformato in qualcosa di più: i due attori, infatti, si sono fidanzati!
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In un periodo in cui stilare classifiche diventa sempre più frequente, non potevamo certo ignorare le famiglie americane che in questi anni ci hanno accompagnato in molte delle serie che abbiamo amato. Come non dedicare, infatti, un post a quella che rappresenta un’istituzione soprattutto (e solo!?!) nelle serie televisive? Eccoci, quindi, nel nostro viaggio che guarda ai nuclei familiari che nel tempo più abbiamo amato, dopo aver avuto la possibilità di vivere le loro vicissitudini tramite il piccolo schermo.
La scelta non è facile, comunque l’abbiamo limitata esclusivamente alle famiglie che hanno animato, e/o continuano a farlo, le serie d’oltreoceano, in maniera da permettervi di concentrarvi di più e rendere la nostra classifica il meno dispersiva possibile. Vi diciamo subito che per nucleo familiare non intendiamo quello necessariamente costituito da padre, madre e figli: noi vogliamo pensare in maniera più allargata e vi diamo la possibilità di fare la vostra scelta in maniera assolutamente libera. Comincio io? Bene! A seguire la classifica sulle mie famiglie preferite…
1. La famiglia Gilmore di Una mamma per amica (Gilmore Girls): Lorelai (Lauren Graham), Rory (Alexis Bledel), Emily (Kelly Bishop) e Richard (Edward Herrmann) sono per me assolutamente impareggiabili!
2. Veronica (Kristen Bell) e Keith Mars (Enrico Colantoni) in Veronica Mars: è vero che sono solamente in due, ma vederli insieme mi ha regalato un senso di positività, e il fatto che riuscissero sempre (o quasi!) ad essere in sintonia è stato impagabile.
3. I Solis di Desperate Housewives: dite quello che volete ma Gabrielle (Eva Longoria) e Carlos (Ricardo Antonio Chavira), nonostante i tradimenti, le tragedie, le due figlie che sembrano tutto tranne che loro discendenti, la nipote folle e la madre dell’uomo che all’inizio della serie rendeva folle sua moglie, rimangono (quasi) inarrivabili a Wisteria Lane.

Forse questo post potrà sembrarvi politicamente scorretto ma nel mondo dello spettacolo non esistono regole e i colpi bassi sono all’ordine del giorno quindi noi… colpiamo! Procediamo, quindi, proponendovi un sondaggio diverso dagli altri: cominciate a riflettere sulla nostra domanda posta nel titolo e a rispondere ad un pruriginoso quesito… secondo voi chi sono i dieci personaggi gay o bisex più amati di tutti i tempi? Naturalmente non poniamo un limite temporale entro il quale vanno cercati i suddetti protagonisti, né tanto meno è definita una rosa di candidati o di serie televisive tra le quali scegliere.
Io ho pensato parecchio a chi darei la palma d’oro e farei salire sul podio ma, lo confesso, non è affatto semplice! Adesso sono pronta alla mia personale classifica e chiediamo anche a voi di darci il vostro parere, fare una scelta - magari motivandola -, andare indietro nel tempo o rimanendo al presente e dirci qual è il personaggio a vostro dire più riuscito, quello che più vi ha divertito, il più credibile, il meno probabile, quello di cui ancora ricordate battute e atteggiamenti, quello che solo a pensarci vi viene da ridere… insomma, il migliore!
1. Kurt Hummel (Chris Colfer) di Glee: so che è un personaggio relativamente nuovo ma io lo trovo irresistibile!
2. Kevin Walker (Matthew Rhys), direttamente da Brothers and Sisters.
3. Stanford Blatch (Willie Garson) in Sex and the City, che ancora mi immagino da piccolo mentre indossava le perle della nonna e uno dei suoi preziosi tailleur Chanel: fantastico!
Oggi mi occupo di Alan Ball un produttore cinematografico, regista e sceneggiatore statunitense nato ad Atlanta il 13 maggio 1957.
Dopo aver frequentato la Florida State University, si trasferisce a New York e inizia a lavorare prima come sceneggiatore e poi come regista. La sua è una fortunata carriera professionale costellata da tanti riconoscimenti e premi importanti. Nel 2000, ha vinto il premio Oscar per la sceneggiatura di American Beauty.
Nel 2007, inoltre, debutta alla regia con il film Niente velo per Jasira, basato sul romanzo di Alicia Erian Beduina. Tra i suoi lavori più recenti si ricordano anche due famose serie televisive. Egli, infatti, è creatore, autore, oltre che regista per alcune puntate, dei telefilm della HBO Six Feet Under e True Blood.

Come forse ricorderete, ci siamo occupati in più di un’occasione della serie NBC Parenthood, soprattutto per la questione sollevatosi a causa dello stato di salute di Maura Tierney (potete cliccare qui per avere ragguagli a tale proposito) - che adesso sembra finalmente stare meglio -, e di conseguenza al cambio di protagonista dello show in corso d’opera, poiché l’attrice era impossibilitata a continuare il lavoro iniziato.
È stato per questo, quindi, che dopo un periodo di attesa in cui produttori e sceneggiatori sono stati costretti a cercare una sostituta della Tierney a pilot già girato, Lauren Graham ha preso il posto della sua collega ed è diventata Sarah Braverman, madre single che torna a vivere a casa dei genitori Zeek (Craig T. Nelson) e Camille (Bonnie Bedelia), portando con sé i figli Amber (Mae Whitman) e Drew (Miles Heizer).
La serie, tratta dall’omonimo film del 1989 di Ron Howard, ha debuttato sulla NBC da qualche settimana e, anche se non accompagnato da un numero di ascolti esorbitanti, ha avuto un buon impatto sia sul pubblico che per quanto riguarda la critica, tanto da convincere la rete a confermare lo show - attualmente ancora in onda- per una seconda stagione.
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Finalmente novità positive che riguardano Maura Tierney di cui, come certamente ricorderete, ci eravamo occupati in più di un’occasione nel momento in cui si erano diffuse varie notizie riguardo al suo stato di salute. Dopo essere stata scelta per un ruolo da protagonista nella serie Parenthood, infatti, l’attrice aveva dovuto abbandonare il set - a pilot già girato - perché bisognosa di immediate cure.
Successivamente l’ABC, risolti alcuni momenti di smarrimento per cercare di gestire al meglio la situazione e trovandosi con una rosa di candidate in lizza tra cui scegliere per prendere il posto di Maura, ha deciso di affidare il ruolo che era della Tierney all’attrice Lauren Graham, l’indimenticabile Lorelai Gilmore di Una mamma per amica.
Archiviata questa esperienza, quindi, senza alcuno strascico da parte di nessuna delle parti in causa, pare che adesso la Tierney sia riuscita a sconfiggere la sua malattia e ha recentemente annunciato il suo imminente ritorno in televisione. Ecco cosa a dichiarato a tal proposito una sua portavoce: “Maura ha finito i trattamenti medici ed è ansiosa di cominciare una nuova fase della sua vita.”.
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Vi abbiamo già mostrato la prima parte dell’intervista durante la quale, lo scorso mercoledì 3 Marzo, Pietro Chiambretti ha intervistato l’attrice Mischa Barton nel salotto appositamente approntato nello studio del “Chiambretti Night” (potete cliccare qui se siete interessati a rivedere il filmato).
Con la presenza in studio dell’attrice, lo show presentato da Chiambretti ha guadagnato il 15 % di share, un ottimo risultato per il programma che ha ospitato colei che è stata una delle bambine prodigio più famose al mondo. All’età di nove anni, infatti, Mischa era già protagonista di diverse pièce teatrali e dopo alcune apparizioni cinematografiche, ha raggiunto il successo interpretando la viziata e inquieta Marissa Cooper.
Dopo avervi messi a parte della presentazione che il presentatore ha fatto dell’attrice, confondendosi sul numero di anni durante i quali è andata in onda la serie The O.C. di cui la Barton è stata protagonista per le prime tre stagioni (sono stati quattro, infatti, gli anni della messa in onda corrispondenti alle stagioni complessive, e non cinque come sostenuto da Chiambretti), oggi vi proponiamo un altro filmato.
Come vi avevamo già annunciato, ieri sera l’attrice Mischa Barton è stata ospite del “Chiambretti Night” seguendo un filone secondo il quale il presentatore ha deciso di chiamare alla sua corte interpreti più e meno famosi di altrettante serie televisive americane. Dopo, quindi, Michelle Rodriguez da Lost, Gary Dourdan da C.S.I. - Las Vegas e Sofia Milos di C.S.I. - Miami, è toccato alla Marissa Cooper di The O.C..
In questo video potete prendere visione della parte iniziale dell’intervista e avere la possibilità di rivedere una Mischa Barton molto diversa da quella che siamo stati abituati a conoscere quando scorazzava senza freni per le glamour dimore di Newport Beach. Adesso, infatti, il suo aspetto è decisamente diverso, sembra diventata improvvisamente grande e, dispiace sottolinearlo, rimane poco di quello charme che la caratterizzava un tempo.
È sempre bellissima, certo, ma sembra provata, stanca e priva della freschezza che aveva conquistato tanti cuori interpretando la viziatissima Marissa. Diciamo anche che Chiambretti, come al suo solito, non fa nulla per metterla a suo agio, partendo con una domanda tutt’altro che tranquilla: “Quando ha perso la verginità?”.
Dopo la partecipazione della bella Michelle Rodriguez che, a quanto pare, ha solleticato Pietro Chiambretti facendolo scatenare con provocatorie e a volte inutili domande (trovate qui, qui, qui, qui e qui i video relativi alla serata), questa sera tocca all’attrice Mischa Barton entrare nello studio del “Chiambretti Night”, in onda a partire dalla mezzanotte circa su Italia Uno.
L’attrice, che tutti ricorderanno per il ruolo di Marissa Cooper in The O.C., ha esordito come attrice cinematografica interpretando piccoli ruoli nei film “Il Sesto Senso”, “Notting Hill” e “L’altra metà dell’amore”. Attualmente, però, non sembra avere molta fortuna in campo lavorativo ed è alla ricerca di un rilancio professionale che da troppo tempo tarda ad arrivare.
Dopo, quindi, aver subissato di domande la Lucia Cortez di Lost, aver ospitato Gary Dourdan, ovvero Warrick Brown nella serie C.S.I. - Las Vegas e Sofia Milos - l’Annalisa de I Soprano e la Yelina Salas di C.S.I. - Miami -, Piero Chiambretti, si appresta a metter sulla graticola l’ex star del teen drama ambientata a Newport Beach. Ricordiamo, inoltre, che la Barton, reduce l’estate scorsa da un discusso ricovero in una clinica dovuto a problemi psichiatrici, cerca di rimontare in sella partecipando come guest-star ad un episodio della serie Law & Order: S.V.U. nel ruolo di una giovane prostituta, puntata in onda negli Stati Uniti proprio domani sera.
Ieri notte, o stamattina che dir si voglia, su Italia Uno ha preso il via una serie del 2005 che Fox ha trasmesso tempo fa e - lo diciamo subito - non ha una vera e propria conclusione poiché la rete ha deciso di sospenderla a causa dei bassi ascolti. Stiamo parlando di “Reunion” e, se alle 4.50 tra sabato e domenica delle prossime settimane non avete nulla di meglio da fare, potete dare uno sguardo a questo telefilm ideato da John Feldman, lo stesso autore dell’altro poco fortunato progetto Tru Calling.
La trama è interessante e tra gli interpreti presenti ci sono alcuni volti già noti del piccolo schermo: la storia narra le vicende di un gruppo di sei amici diplomatisi tutti insieme nel 1986 e pronti per continuare la loro vita, inseguire i loro sogni e cercare la strada del proprio futuro. Nel 2005, però, uno di loro muore e inizialmente non si conosce l’identità di chi ha perso la vita. Il detective Kenneth Marjorino (Mathew St. Patrick), quindi, si presenta al funerale e, individuato il gruppo che conosceva più approfonditamente la vittima, comincia ad indagare interrogando i presenti.
La particolarità interessante, quindi, è data proprio dal fatto che inizialmente non si conosce l’identità della vittima e la storia si dipana a ritroso nel tempo, di pari passo con le indagini, in maniera da fornire elementi utili per cercare di capire chi è stato ucciso e chi, naturalmente è l’assassino. Così si intrecciano le storie dei sei personaggi tra presente e passato, analizzando le loro vite attuali e quelle, naturalmente, che conducevano quando erano compagni di classe.
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