Castle - Detective tra le righe, riassunto episodio 1×02 di domenica 17 Gennaio: Tradimenti

pubblicato: domenica 24 gennaio 2010 da Alice in: Serie Americane Riassunti Rai 2 Per non perdere il filo Michael Graziadei Castle - Detective tra le righe Nathan Fillion Stana Katic

castle - detective tra le righe 1x02

Riassunto 1×02 di domenica 17 Gennaio, “Nanny McDead”: secondo episodio della prima stagione di Castle - Detective tra le righe. La puntata si apre con la vista di un telefono cellulare sotto un letto e, subito dopo, la visuale di una lavanderia che pare evidente essere locata nel seminterrato di un palazzo. Di seguito ecco in bella vista il corpo di una donna ruotare in un’asciugatrice e, subito dopo, la scena cambia e ci porta alla centrale di polizia dove Richard Castle (Nathan Fillion) sta ricevendo precise istruzione rispetto a come dovrà comportarsi se intende accompagnare la detective Beckett (Stana Katic) durante le sue azioni.

Le raccomandazioni dell’annoiato avvocato che difende la città di New York da eventuali cause che lo scrittore potrebbe intentare qualora si ferisse o morisse durante le suddette azioni di polizia alle quali prenderà parte, vengono interrotte da una telefona che informa Beckett di un nuovo caso: mentre Kate se la svigna felice di poter abbandonare l’uomo che oramai la segue dappertutto, a Richard non resta null’altro da fare se non rimanere dov’è a firmare scartoffie.

Beckett arriva sul posto dove ci sono anche Esposito (Jon Huertas) e Ryan (Seamus Dever), intenti a fare i primi rilievi e raccogliere le deposizioni: una signora che vive nel palazzo, dopo essersi più volte resa conto che l’asciugatrice della quale necessitava era occupata, ha deciso di non attendere che il ciclo finisse e, aperto lo sportello, si è resa conto che all’interno della macchina, insieme al bucato, c’era anche il corpo senza vita di una ragazza.

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La giovane donna era una tata impiegata presso una delle famiglie alloggiate nello stabile; sul pavimento della lavanderia Beckett osserva una evidente macchia di sangue e un flacone di candeggina oramai vuoto. Mentre a lei tocca interrogare i datori di lavoro della vittima, gli agenti devono attendere che arrivi la Scientifica per i rilievi di rito. Giunta al piano dove vivono i signori Peterson e aperte le porte dell’ascensore, Kate si trova di fronte Castle già informato dal Capitano di ogni particolare del caso e dal portiere del palazzo di tutto ciò che ha a che fare con la vittima.

Si chiamava Sarah Manning e lavorava per i suoi datori di lavoro da circa due anni: Claudia (Jayne Brook) e Howard (George Newbern) Peterson raccontano che sia loro quanto il figlio erano molto legati alla ragazza, l’ultimo ad averla vista viva è stato il marito, che alcune sere a settimana, alternandosi con la consorte, cenava a casa con il piccolo Justin e la ragazza. Sua moglie, invece, ha scoperto della morte della giovane solo dopo essere stata avvisata mentre in ufficio dalla scuola del ragazzino che nessuno era andato a prenderlo.

Mentre loro accompagnavano Justin a scuola, a Sarah toccava andare a riprenderlo e una volta tornata a casa con il piccolo quello stesso giorno, Claudia si era imbattuta nella polizia che le aveva detto del luttuoso avvenimento. Le mansioni della tata contemplavano, oltre ad andare a prendere Justin da scuola, anche provvedere al suo bucato e alla cena. Scoprono, inoltre, che la ragazza si era da poco lasciata con il fidanzato Brent (Michael Graziadei), ma non sanno molto altro della vita della loro dipendente.

Beckett chiede di poter prendere la sua giacca e la borsa dove cerca il telefono cellulare che però non riesce a trovare e più tardi, in Centrale, guardando il video della sorveglianza che ha ripreso Sarah mentre prendeva l’ascensore che la portava nel seminterrato con il bucato di Justin, scoprono che lei è stata l’unica, insieme alla signora che poi ha trovato il suo corpo, a prenderlo nelle ore in cui è stato commesso il delitto.

C’è uno scarto di tempo di quaranta minuti tra la prima discesa della ragazza, lavaggio, e la seconda, asciugatura, e si vede la giovane usare il cellulare. L’ipotesi che possa essersi trattato di qualcuno venuto dall’esterno non è da scartare ma quando Castle suggerisce che potrebbe essere una buona idea interrogare anche i vicini, il Capitano - dopo un’arringa dello scrittore che affascina tutti i presenti -, ordina ai suoi uomini di seguire il suggerimento.

Poco dopo Richard torna a casa dove trova la perfetta figlia Alexis (Molly C. Quinn) intenta a mettere in ordine la cucina dopo che la fantastica Martha (Susan Sullivan) ha deciso di esibirsi in una delle sue cene, e parla con la figlia del caso del giorno. Quando vengono raggiunti dalla plateale Rodgers che dibatte con il figlio a proposito di tate e geni, l’uomo riceve una telefonata da Beckett alla quale è stata ordinato di convocarlo per assistere all’autopsia di Sarah.

Si scopre, così, che la ragazza è prima stata colpita con il flacone della candeggina, è caduta in avanti e ha battuto la tempia contro lo spigolo del tavolo: questo ha provocato un’emorragia e senza le cure mediche necessarie, la sua sorte era segnata. Oltre a questo, però, il medico legale Lanie Parish (Tamala Jones), informa Castle e Backett che Sarah ha fatto sesso poco tempo prima di morire: potrebbe trattarsi di uno stupro ma poiché sono state trovate tracce di uno spermicida, è molto probabile che il rapporto sia stato consenziente e con un uomo che la donna conosceva.

Tutti d’accordo che si sia trattato di un rapporto consenziente, si concentrano sul fatto che non si trova il cellulare della vittima, anche se dai controlli effettuati pare che sia o nello stabile, oppure nelle immediate vicinanze. Inoltre la ragazza ha ricevuto molte telefonate da uno stesso numero al quale sembra non volesse rispondere, fino a qualche giorno prima che venisse uccisa: bisogna capire chi la chiamava e, soprattutto, risalire al nome completo del suo fidanzato.

Finalmente il ragazzo viene rintracciato, il suo nome è Brent Johnson e, dopo aver mentito riguardo al fatto che lui e Sarah si fossero lasciati di comune accordo, pressato da Beckett e Castle - che teoricamente avrebbe dovuto assistere all’interrogatorio rimanendo muto -, si viene a sapere che la ragazza aveva un altro uomo, notizia data al suo ex da un’amica comune, Chloe Richardson (Sarah Drew), anche lei una tata, la stessa che aveva procurato alla vittima il lavoro presso i Peterson.

Anche se Brent non sembra completamente estraneo ai fatti, pare proprio che il suo alibi regga: quando Sarah è stata uccisa lui era a lavoro; a questo punto non resta che interrogare Chloe e la ragazza, seppure reticente nel parlare della vita privata dell’amica, dopo aver detto a Beckett e Castle di averla incontrata come al solito per un caffè la stessa mattina della sua morte, lascia intendere ai due investigatori che probabilmente aveva una storia con Howard Peterson: le sere che toccava a lui tornare a casa per preparare la cena, la tata faceva sempre ed inspiegabilmente più tardi del solito.

A questo punto non rimane altro da fare se non sentire l’uomo e la scoperta è molto diversa da quella che ci si aspettava: è vero che lui ha una relazione, ma non con Sarah. Pagava la tata affinché le sere in cui toccava a lui tornare a casa e preparare la cena per Justin, fosse lei a rimanere con il bambino e gli permettesse, così, di intrattenersi con la sua amante, ovvero una collega di lavoro.

Dopo l’ennesimo buco nell’acqua, però, un’altra scoperta interessante: Claudia Peterson ha mentito rispetto al fatto di aver affermato di essere stata in ufficio mentre Sarah moriva. La pista sembra interessante ma purtroppo la signora rivela che in quel momento si trovava dal suo avvocato, aveva scoperto del tradimento di suo marito e del fatto che l’uomo usava la tata per coprire la sua tresca e la signora era impegnata, per l’appunto, a stabilire insieme al suo legale di fiducia il da farsi per ottenere il divorzio.

Più tardi Richard, tornando a casa dopo aver preso in prestito il video della sorveglianza che mostra Sarah mentre sale e scende in ascensore dall’appartamento alla lavanderia, si rende conto che la ragazza aveva il cellulare mentre portava il bucato a lavare, e non lo aveva più quando, quaranta minuti dopo, era scesa a riprenderlo e aveva trovato il suo assassino. Rimane da capire, quindi, dove ha lasciato il telefono: non c’è nella sua borsa, manca dall’appartamento dei Peterson ma da i controlli effettuati risulta che l’apparecchio è ancora nello stabile. Inoltre Castle si rende conto che la vittima quando è scesa la seconda volta, ha impiegato cinque secondi in più della prima per effettuare lo stesso tragitto: come mai?

Dopo un controllo con un’annoiata Beckett, Castle si rende conto che ci vogliono trentadue secondi per arrivare dal seminterrato al dodicesimo piano, dove lavorava Sarah. La seconda volta che è scesa, però, di secondi ne ha impiegati trentasette, giusti per scendere dal quindicesimo piano. Arrivati a destinazione, quindi, lo scrittore è sicuro che lì troveranno l’appartamento dell’amante della tata e comincia a bussare alla prima porta che gli capita a tiro. Il primo tentativo non sembra portare i suoi frutti ma quando vedono uscire da una porta poco distante una mamma con una bambina già nota ad entrambi, l’obiettivo cambia.

Si tratta della piccola Rebecca, a cui fa da tata Chloe, la intima amica di Sarah: i due parlando con l madre della piccola la quale pare non sapere nulla di ciò che è accaduto quel giorno poiché era al lavoro ma che non esclude la possibilità che la vittima scendesse proprio da casa loro: le due ragazze erano amiche e spesso passavano del tempo insieme anche con i bambini. Mentre i tre parlano, dal una stanza esce un uomo che sembra essersi appena alzato dal letto: Ian Harris (Jason Brooks), musicista.

Castle, dopo aver chiesto di poter andare in bagno dove trova dei preservativi in bella mostra nell’armadietto, decide di provare a chiamare il numero del telefono di Sarah che comincia a squillare e viene trovato dalla signora Harris sotto il loro letto matrimoniale. Immediatamente Ian viene portato in Centrale e, deve ritrattare la sua deposizione rispetto alla quale aveva sostenuto di non ricordare se aveva visto o meno la vittima la mattina della sua morte.

Alla fine l’uomo, prima che arrivi il suo avvocato per intimargli di non dire più alcuna parola, ammette che aveva una relazione con Sarah, che avevano fatto sesso quella stessa mattina e che la ragazza era andata via poco prima delle tredici, orario in cui solitamente Chloe tornava con Rebecca per prepararle il pranzo. La versione viene confermata dall’orario impresso nella registrazione in cui si vede la vittima scendere nel seminterrato e, particolare importantissimo ai fini dell’indagine, c’è anche qualcosa che riguarda la Richardson ad insospettire gli inquirenti: anche lei prende l’ascensore ma non ha con sé nessuna bambina.

Beckett e Castle si recano a casa della ragazza dove c’è in bella mostra un’immagine di lei insieme a Rebecca e Ian, con moglie tagliata via dall’immagine, la compagna di casa di Chloe dice loro che l’amica è tornata in centro, presso la famiglia per la quale lavora che, a quanto ha detto, aveva bisogno dei suoi servigi anche quella sera. Percepito però il pericolo, i due corrono a Manhattan, entrano a casa degli Harris e trovano il marito a terra privo di sensi e sua moglie e Rebecca chiuse in bagno: la tata è sparita.

Poco dopo chiama il portiere per dire che qualcuno ha visto una ragazza in lavanderia con in mano un coltello: è Chloe, completamente fuori di testa che mentre parla con Beckett comincia a tagliuzzarsi la gamba e racconta la sua storia. Lei era l’amante del suo datore di lavoro e lui le aveva detto che l’amava e che per lei avrebbe lasciato sua moglie. Poi, però, si era resa conto di come lui guardava Sarah, il giorno della sua morte aveva lasciato Rebecca al parco ed era tornata a casa per verificare se i suoi sospetti erano fondati o meno.

Ian era sotto la doccia, il letto era disfatto ed era stato facile capire che lui e Sarah avevano appena finito di fare sesso. A quel punto Chloe era andata nel seminterrato per parlare con l’amica, spiegarle la situazione e dirle dell’amore tra lei e Harris. Avevano discusso e allora, una volta che la Manning si era voltata, l’amica l’aveva colpita con il flacone della candeggina facendola cadere. Spaventata dall’accaduto, l’unica soluzione possibile le era parsa quella di metterla nell’asciugatrice. La ragazza continua a ripetere quanto fosse arrabbiata e a torturarsi con la lama insanguinata.

Beckett, con tutta calma, prova a tranquillizzarla e a dirle di comprendere perfettamente il suo punto di vista, convincendola a buttare il coltello. La fine? Chloe viene arrestata e mentre la fanno salire sulla macchina della polizia, guarda Ian che si allontana portato in autoambulanza. La puntata, invece, si chiude con un inedito Castle che finalmente ha cominciato a scrivere la sua storia, con il personaggio ispirato a Kate: tale Nikki Heat, dal cuore spezzato e con un tenero bacio tra Richard e Alexis che lo ringrazia per essere stato la sua tata.

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