
Riassunto 9×19 di domenica 8 Novembre, “Al buio”: diciannovesimo episodio della nona stagione di Distretto di Polizia. Mattinata movimentata per tutti: presumibilmente all’alba, in un istituto per non vedenti una delle ospiti trova il cadavere di una donna e sente allontanarsi il suo assassino. A casa di Dorian (Rodolfo Corsato), intanto, Anna (Giulia Bevilacqua) nel dormiveglia immagina di ascoltare la voce di Luca (Simone Corrente) e svegliandosi vede invece Lazslo che ha deciso di portarle la colazione a letto atto che, naturalmente, non aveva mai fatto per nessun’altra prima di quel momento.
Benvenuto, quello vero, che ha assistito in diretta alla notte di passione della sua amica/amante/quasi fidanzata, è al Distretto, decisamente nervoso, e per scaricarsi pensa bene di infierire su un poveraccio che è in guardiola e mangia un panino, scena che non sfugge ad una solerte Elena (Anna Foglietta), la quale guarda con commiserazione il suo sottoposto. Monti (Stefano Pesce) è sul luogo del delitto visto in apertura di puntata e scopre dal medico legale che la vittima, la trentaduenne Marta Coppelli, è stata colpita due volte alla testa da un corpo contundente, forse un bastone. La morte risale alle sei della stessa mattina, si ipotizza che la vittima conoscesse il suo assassino visto che il primo colpo le è stato inferto sul mento, probabilmente mentre era di fronte a chi l’ha uccisa.
Insieme a Monti - il quale interrogato Federico Salvini, il direttore dell’Istituto, non riesce a sapere nulla di utile - ci sono anche Gabriele Mancini (Flavio Parenti), e l’oramai onnipresente sul campo Vittoria Guerra (Daniela Morozzi). La donna, dopo aver ascoltato insieme al collega la deposizione di Vera, l’ospite che ha trovato il corpo la quale sostiene di non aver udito nulla di utile ma di aver sentito un odore acido e dolciastro, viene a sapere che la vittima ogni venerdì pomeriggio chiamava un taxi per raggiungere un luogo sconosciuto e che da qualche tempo si era innamorata, anche se non si sa bene chi fosse l’oggetto del suo amore.
Malumori sentimentali al Distretto: Luca telefona ad Anna per dirle che devono incontrarsi e un primo rifiuto di lei lo rende nervoso tanto da far capire alla donna che il suo malumore è dettato dalla consapevolezza che il loro piano preveda anche che lei debba avere rapporti fisici con Dorian, convincendola ad accettare di vedersi per lo stesso pomeriggio al solito posto. Gabriele, invece, saluta Greta (Ginestra Paladino) con affetto, rimanendo deluso quando si rende conto che la donna è arrivata al X Tuscolano per vedere l’ex marito e parlare con lui della lezione che terranno il giorno successivo a scuola di Chiara (Giulia Bertini), che studia nel Liceo dove i coniugi (separati?) tengono un corso anti bullismo.
Giuseppe (Gianni Ferreri) - da giullare di corte a detective sopraffino -, scopre che la vittima aveva stipulato un’assicurazione sulla vita, indicando come beneficiario lo stesso Istituto presso il quale veniva ospitata. Lo comunica a Vittoria la quale trova strano che il direttore non li avesse messi a parte di un particolare così importante e, dopo averne parlato con il malinconico Gabriele che cerca di spiare le mosse di Greta e Lorenzo, arriva il momento di fare il punto della situazione con Luca. Nel frattempo Monti saluta affettuosamente la ex che va via, mentre lui la guarda con occhi sognanti, particolare che non sfugge ad Ugo (Marco Marzocca), l’unico a sapere della tresca tra Mancini e la donna.
Benvenuto ascolta l’ipotesi di Gabriele, supportata dalla confidenza che ha raccolto Vittoria durante le indagini: secondo loro Marta è stata raggirata da Salvini, uomo di cui si era probabilmente innamorata, ed è stata convinta proprio da lui a lasciare tutto all’Istituto, quindi a se stesso che come proprietario risulta essere unico beneficiario del lascito. Mentre nell’ufficio del Commissario si tirano le somme degli elementi a disposizione, Luca riceve un sms di Anna che lo avvisa di non poterlo incontrare così come previsto, cosa che lo fa imbestialire. Intanto colui che è diventato il sospettato numero uno di omicidio, viene portato al X Tuscolano per essere interrogato.
Salvini cerca di obiettare alle accuse che gli vengono mosse spiegando che non è raro che i suoi ospiti facciano delle donazioni al suo Istituto. Ammette di aver saputo da Marta quali erano le sue intenzioni rispetto alla polizza, ma nega che tra loro due ci fosse una relazione, anche se ogni venerdì pomeriggio la vittima si recava in Piazza Mazzini, luogo vicino all’abitazione del sospettato. Aggiunge che non potrebbe mai avere una relazione con una delle sue ospiti, affermazione che viene immediatamente smentita da Macini e Monti che gli mostrano una targa d’argento con un’affettuosa dedica scritta in braille rinvenuta nel suo ufficio.
A questo punto Salvini ammette di aver avuto in passato una relazione con una donna che era stata ospite del suo Istituto e che adesso, dopo aver lasciato il Centro, vive in un appartamento insieme al figlio. Interrogata da Mancini e Monti, la ex ospite ammette la relazione e conferma le affermazioni del suo vecchio amante, aggiungendo anche che è una persona estremamente gentile, non ama prendere l’iniziativa con le donne ed è stata lei stessa a lasciarlo perché lo trovava un po’ noioso e ha preferito dedicarsi al suo ragazzo, scegliendo anche per questo di andare a vivere presso un altro domicilio.
Sera: a casa Ingargiola Nina si è appena addormentata e Giuseppe raggiunge Vittoria che continua a studiare per il concorso da Ispettore. Ad un certo punto i due sentono il campanello di casa suonare all’impazzata: è Gennaro, marito di Sofia (Michela Andreozzi) che fa la solita sceneggiata napoletana perché pretende che la moglie torni a casa con lui. Mentre il gentiluomo grida, la sua deliziosa consorte fa il suo ingresso con la solita grazia e strilla ancora più di lui che non può far altro che incassare l’ennesimo rifiuto e, una volta che la donna gli ha girato le spalle, ricatta il cugino di lei ricordandogli che se non la convincerà a rivedere le sue decisioni, spiattellerà alla Guerra l’antico tradimento di cui è stata vittima all’inizio della relazione con il Sovrintendente.
Nel frattempo il destino ha riunito un’altra coppia: Gabriele e Ugo che si raccontano le loro pene d’amore. Il primo è innamorato di Greta ma si sente in colpa nei confronti di Lorenzo, il secondo lo tranquillizza dicendogli che lui è sposato, innamorato di una donna a sua volta non libera e, tanto per tranquillizzarlo, gli comunica di aver parlato con Lorenzo il quale gli ha detto che sarebbe contento se la sua ex moglie trovasse un altro uomo. Finita la cena/confidenza, Mancini va a dare il cambio a Monti di guardia all’Istituto per ciechi e mentre gli racconta la trama del romanzo che sta leggendo - guarda caso un uomo che ha una relazione con la ex moglie del suo collega - i due sentono un grido provenire dallo stabile e subito accorrono per cercare di capire cosa è accaduto.
In una corsa su cui è meglio sorvolare (anche se un accenno merita il luogo che sembra la pensione già vista in un recente caso e il portiere di cui non si comprende appieno la reale funzione), i due baldi uomini raggiungono l’origine dell’urlo: sempre Vera, colei che ha scoperto il corpo di Marta, nella cui stanza è entrato qualcuno e l’ha colpita. Gabriele, vedendo che il bastone della vittima è stato aperto, trova al suo interno dei frammenti (!) di carta e ipotizza che l’assassino cercasse proprio quelli. Portata la giovane in ospedale, la ragazza riconosce un odore dolciastro di frutta marcia nell’ambulatorio dove viene medicata, e il medico spiega che è il classico odore dell’alito dei diabetici.
Adesso gli indizi aumentano: analizzando i biglietti si ipotizza che l’assassino non sappia scrivere correttamente in braille visti i molti errori compiuti nelle lettere trovate all’interno del bastone di Marta, dato il contenuto dei messaggi appare oramai chiaro che si tratta di un uomo, per lo più diabetico e, visto che è comparso all’improvviso all’istituto subito dopo l’aggressione a Vera, i sospetti sono ancora rivolti verso il direttore. Luca non può fare altro che ordinare un test per controllare se qualcuno dell’Istituto ha la stessa patologia del malvivente. Mentre nell’ufficio del Commissario si affrontano questioni serie, in una stanza accanto si tiene il solito dialogo - questa volta con sottofondo musicale di una classica commedia anni settanta un po’ boccaccesca - tra Ingargiola e Ugo: il primo tenta di convincere l’amico a lasciare perdere Sofia impaurito dalle minacce che il di lei marito continua a riproporgli; il secondo invece, che ha inquietanti orecchie che si muovono da sole, riceve una chiamata dalla rediviva moglie che lo avverte del suo imminente rientro a Roma: da lì a due giorni la famiglia Lombardi potrà riunirsi e secondo Giuseppe tutto è avvenuto grazie al destino…
Elena, nonostante le sia stato impedito, va a trovare Davide (Tullio Solenghi) in ospedale: l’uomo è ancora in rianimazione, in coma farmacologico e proprio mentre lei lo sta guardando con amore e sofferenza, arriva la gentile consorte di lui pronta a cacciarla ancora. Castelli va in arresto cardiaco, riescono a salvarlo e l’Argenti, uscita dalla sala, aspetta di vedere la dottoressa che lo ha in cura la quale le spiega che la moglie del pm non dà il consenso per operarlo: questo vuol dire che potrebbe riprendersi ma che se dovesse sentirsi ancora una volta male, sarà difficile che riesca a sopravvivere.
Dorian e Anna sono appena tornati da Dubai (ma quando sono partiti?) e l’uomo riceve una visita di Pavel (Aleksandar Cvjetkovic) che lo informa di due grandi notizie: la prima è che l’indomani riceveranno un nuovo carico di armi, la seconda è che a breve riuscirà a farlo entrare nell’esclusivo clan di cui lui è adesso un pezzo grosso. La Gori ascolta tutta la conversazione e poi, con la scusa di dover uscire per andare a comprare il latte, invia un sms a Luca che la raggiunge nel supermercato dove lei si è recata e viene messo a parte di tutto. Benvenuto vorrebbe arrestarli mentre prelevano l’artiglieria e sbatterli subito in prigione, ma viene stoppato dalla donna che gli ricorda l’importanza di proseguire con il loro piano, prenderli tutti e scoprire anche chi è la talpa: ne nasce una lite e i due si separano con l’ennesimo nulla di fatto e un umore nero per l’uomo, sempre più impaziente di farla finita.
Altra mattinata difficile: mentre Sofia si sfoga con Vittoria e piange (mantenendo un sinistro ghigno) a causa delle sue pene d’amore, Giuseppe, stanco della situazione ma impaurito soprattutto dalle minacce del nobiluomo Gennaro, dice alla cugina con un tatto sorprendente(!) che Adele sta per tornare a casa e non crede assolutamente che Lombardi sia intenzionato a lasciarla: tragedia! Luca, invece, incontra Patrizi (Danilo Nigrelli) e gli racconta delle novità sapute da Anna e del prossimo carico d’armi in arrivo, sottolineando che oramai è chiaro che i russi traggono profitti da tale traffico. Aggiunge, inoltre, che è arrivato il momento di stringere e che la Gori deve essere tirata fuori al più presto dall’operazione. Il Maggiore ha qualche perplessità, cerca di convincerlo a continuare ma date le insistenze di Benvenuto, arrivano all’accordo che se riusciranno a beccarli durante il ritiro della merce, sbatteranno tutti in galera tentando di sapere da loro chi è la talpa in cambio di una riduzione di pena e permettendo così all’Ispettrice di abbandonare la sua identità da studentessa di biologia marina.
All’Istituto le analisi per decretare se qualcuno degli ospiti è diabetico risultano tutte negative, comprese quelle fatte al direttore che finalmente si sente sgravato dell’accusa di essere un’omicida. Prima che Gabriele, Vittoria e il medico legale vadano via, arriva il sacco della biancheria di Marta e, dopo aver rovistato tra i suoi indumenti, i poliziotti rinvengono un kimono: era forse in una palestra che si recava ogni venerdì pomeriggio? A scuola di Chiara, nel frattempo, procede il corso anti bullismo e ci si prepara ad una simulazione che vede bulle contro vittima uomo. Teo si offre come molestato ed un gruppo di ragazze faranno da molestatrici, compresa Rita, colei che il primo giorno che si erano presentati in classe aveva baciato i poliziotti per ringraziarli di essere andati da loro a tenere le lezioni.
È così che si scopre - ma la storia non è poi molto chiara… - che la ricattatrice è proprio la baciatrice di cui sopra, che non si capisce come ricattava sia Barbara, la studentessa che ha deciso di cambiare scuola e da cui è partito tutto, quanto Teo. Monti, alla fine della lezione, si complimenta con il ragazzo perché è riuscito a farla crollare senza dover fare la spia, Chiara decide di andare dall’amica per raccontarle tutto e convincerla a tornare in classe e i due ex si prendono i complimenti della figlia che gli dice che insieme sono una vera forza (Lorenzo aggiunge “della disperazione” ma lasciamo stare…).
Ugo riesce a scoprire che vicino Piazza Mazzini delle quattro palestre presenti solo in una si tengono lezioni di Thai Chi, arte marziale nella quale Marta si esercitava ogni venerdì. Chiamato il responsabile del centro sportivo, rivela ai poliziotti che Alfredo, inserviente con la madre cieca, lo aiutava con la ragazza poiché anche sua madre è una non vedente. Di chi si tratta? Della ex donna del Direttore dell’Istituto, interrogata qualche giorno prima da Monti e Mancini che tornano nella sua casa per sentire, questa volta, il figlio.
Il ragazzo torna a casa, la madre gli urla di scappare, i poliziotti lo fermano e lo traggono in arresto, dicendogli che deve seguirli in Commissariato, dove potrà portare la sua scorta di insulina. Lui ribatte dicendo di non essere malato, cosa che invece è la genitrice. Alla fine si scopre che il reale motivo per il quale anni addietro erano andati via dall’Istituto dipendeva dal fatto che Alfredo era già innamorato di Marta, relazione mal vista dall’assassina che non voleva assolutamente che suo figlio fosse condannato ad una vita al buio, dovendo subire anche la presenza una compagna non vedente.
L’assassina ammette le sue colpe, racconta di aver agito per salvare suo figlio da una vita fatta di sacrifici e lui, mentre l’ascolta confessare le sue malefatte, non si capisce perché, sorride… cambio di scena: Anna convince Dorian ad accompagnarlo nella pericolosa operazione che si terrà la stessa sera e l’uomo dopo qualche timida rimostranza, accetta. Ugo riceve la visita di Sofia che lo mette alle strette e gli chiede se è disposto a lasciare la moglie per lei ricevendo un “non lo so”. Elena, nel frattempo, decide di fare una proposta alla moglie di Davide: se acconsentirà a farlo operare, sparirà per sempre dalla loro vita.
Al Distretto, intanto, Luca informa Monti che quella stessa sera si terrà un’operazione molto delicata ma non lo mette subito a parte dei particolari, dicendogli solo di avvisare gli altri. Il poliziotto, però, è distratto dall’arrivo di tale Gegè, piccolo spacciatore che, guarda caso, aveva già avuto modo di conoscere ai tempi della morte del suo collega e che adesso è capitato nuovamente sotto gli occhi di Lorenzo; lui e tale Eva che a quanto pare è stata la vera responsabile della dipartita del suo amico. Ugo, a casa, vorrebbe chiamare Sofia ma tituba, mentre la donna, preparate le valigie, si appresa a tornare a Napoli da Gennaro, salutando il cugino felice che tutto si sia risolto e Vittoria, alla fine dispiaciuta per come la storia è andata a finire.
Lorenzo, su indicazioni di Gegè, va a trovare Eva ma trova un uomo armato che non pare felice di vederlo: i due si scontrano ma alla fine sembrano trovare un punto d’accordo ed evitano di spararsi, con tanto di scambio di biglietto da visita che Monti lascia al losco figuro qualora la compagna d’Adamo voglia rintracciarlo.. La donna, che ha assistito alla scena, dice al suo riccioluto (e inquietante) amico che quello con cui ha avuto a che fare è un poliziotto e varrebbe la pena parlarci per capire cosa vuole da lei. Al Distretto sono tutti pronti per l’operazione - compresa un’eccitata Elena che era sicura che Luca non avesse smesso di indagare sui russi - così come lo sono Lazslo & Co., che stanno per andare a ritirare il loro carico d’armi. Benvenuto invia un sms ad Anna per avvisarla che l’operazione è in corso e che lei deve sparire, il suo compito si è concluso: peccato che la Gori sia già in macchina accanto a Dorian, pronta ad accompagnare il suo uomo nel suo lavoro notturno.
_tiz_
15 nov 2009 - 14:37 - #1Ora spiegatemi come hanno fatto a capire del Thai Chi vedendo solo un kimono
aliciotta
15 nov 2009 - 15:05 - #2@ _tiz_
… è davvero l’unica cosa che dobbiamo spiegarti?
_tiz_
15 nov 2009 - 19:36 - #3No, ho altri 3 o 4000 dubbi sulla natura umana ma credo che tralascerò
ainhoa
15 nov 2009 - 20:33 - #4me lo sono chiesta anch’io..poteva essere judo o karate..boh. Si, è meglio tralasciare. Ma perchè, Luca con gli occhiali da sole davanti al banco frigo? Da chi si nascondeva?? Con gli occhiali da sole non si capisce che sta parlando con Anna, senza occhiali si.O_O
Invece avete visto quanti kaftani ha sfoggiato Vittoria in quest’episodio? hihihihihi
aliciotta
15 nov 2009 - 20:56 - #5@ _tiz_
No, dai… continua! ;o)
aliciotta
15 nov 2009 - 21:05 - #6@ ainhoa
Forse c’era scritto qualcosa sul kimono? Non ho VISTO bene… ;oP
Luca non voleva essere abbagliato dagli alogeni del frigo…
Vittoria era da imbavagliare con il kaftano ma la colpevole era inquietante… e perché il figlio ride? Mah!
Elena Brescacin
15 nov 2009 - 21:31 - #7Santo cielo sono sconvolta e offesa…Non so quale grazia soprannaturale abbia fatto sì che i miei pochi neuroni andassero in tilt, e quindi mi dimenticassi di seguire l’episodio di “distretto di polizia”, però ho letto il riassunto e saputo che parlavano di non vedenti. Come al solito in tv, il tema della cecità viene trattato molto ma molto male, e come non vedente dalla nascita io sinceramente credo di aver pieno diritto di sentirmi offesa da certi luoghi comuni, vivi da millenni, che ancora sono molto in voga per gli sceneggiatori di tutti i telefilm e le fiction.
Iniziamo dal principio:
- la cieca che vive in istituto.
Sì è vero, ci sono ancora strutture in cui è previsto anche vitto e alloggio per ciechi e ipovedenti. Ma PER FORTUNA non esistono + gli istituti di sessant’anni fa! Adesso, se stai là, stai là per un periodo più o meno breve, per fare dei corsi di formazione di media o lunga durata; ma dall’approccio, questo pare che fosse proprio un istituto in cui le persone vivono in ogni caso …addirittura 2 generazioni.
- il direttore che se la fa con le ospiti, beh, questo è un episodio ricorrente che con i ciecati poco ha a che fare. Non importa.
- i bigliettini scritti in braille e pieni di errori, messi dentro nel bastone bianco. hua hua hua, ma in che anno siamo? Nel cinquanta?
Il telefonino con la sintesi vocale, la mail, che è, roba che si mangia, per questi qua? Che si informino, prima di parlar di ciechi! Io mai mi permetterei di volere che una persona vedente si adegui a comunicare con me nel mio linguaggio di scrittura, io so il Braille, leggo e scrivo il Braille, ma non uso la carta da un decennio oramai, la uso solo quando non ne posso fare a meno tipo etichettare qualcosa. Per il resto, e-mail, telefono, e sms. Come tutti. E un “istituto per ciechi”, eventuale, come quello descritto nel telefilm, queste cose le dovrebbe sapere; anzi, nella realtà, gli istituti che tutt’ora ci sono, sono in contatto con le ditte che queste tecnologie le vendono e là si fanno anche dei corsi appositi per imparare a usarle.
- la cieca che sente l’odore dell’assassino.
Questo è il classico luogo comune del cieco che ha i super poteri! Ma dai! Lo so bene che c’è gente che ha l’alito che puzza, ma -parlo per me- non riuscirei MAI a distinguere che in una stanza è passato lo stesso odore che io ho sentito in un determinato momento della mia vita anche perché in una stanza, specie se passano molte persone, gli odori si sovrappongono.
Posso capire se si tratta di un odore particolare, che ne so, di candeggina. Posso disinfettare il bagno, dopo vado in piscina e dico “a si questo è l’odore che ho sentito in bagno”, perché il cloro, quello è. Oppure odore di fumo di sigaretta, ma da là a distinguere che sigaretta è…ce ne passa!
L’odore dell’alito, poi, poterlo riconoscere in un insieme di odori, è assolutamente impossibile. Bisogna che quella stanza sia rimasta chiusa, e che dentro, la persona con l’alito puzzolente abbia mollato un rutto a tutto gas. E che successivamente sia passata dallo stato solido a quello gassoso…sublimazione? lasciando, quindi, le porte chiuse senza far passare aria, perché comunque, il minimo spostamento d’aria in una stanza in cui una persona ha alitato (senza rutto per giunta), fa disperdere l’odore non rendendolo più distinguibile.
Riconoscere l’alito, e saperlo pure descrivere, beh…è come Superman, va be’. Lasciamo stare. Il cieco nei polizieschi è sempre stato preso come quello dalle orecchie e il naso bionici, dovrei farci l’abitudine! Io sono una grandissima amante dei polizieschi e a maggior ragione, quando c’è da trovare qualcosa che non va, mi piace confrontarmi e “aprire gli occhi”, visto che siamo in tema, a chi ama questo genere come me.
Poi, la madre cieca che uccide la compagna cieca del figlio mi pare una scena tipo “le comiche”; se era poi vero che quella Marta faceva arti marziali, un po’ di difesa, specie con una persona + anziana e ad armi pari, avrebbe dovuto averla! Un cieco con un vedente, non è ad armi pari e la difesa potrebbe dico POTREBBE esser + difficile, dipende chiaramente dalla situazione; ma un cieco con un cieco, è auspicabile che a meno che Marta non fosse stata una ritardata, la cosa è fattibile. Se uno è da solo, dentro una stanza, e un altro si avvicina, apre la porta, viva dio le arti marziali ti insegnano come prima cosa a METTERTI IN GUARDIA. Va be’ che il thai chi è una disciplina per vecchi (io faccio taekwon-do) però insomma!
Sono cintura gialla di taekwon-do, candidata striscia verde. Certe cose le conosco, le tecniche base della difesa personale sono le prime cose che ti insegnano. Sia che il tuo avversario ci veda, sia no…a parte che cmq io faccio le mie lezioni in mezzo alle persone che vedono.
Va be’ c’est la vie. Poi mi offende il fatto che quando si parla di ciechi in tv, si parla di “buio”. No, mi dispiace. Per una persona che è nata cieca, la distinzione “luce” e “buio” non esiste; anche la madre di questo Alfredo, non poteva avere in mente “non voglio che mio figlio viva al buio” perché il vedente, che convive con un cieco, NON vive al buio…e non ci vive neanche il cieco! Le difficoltà ci sono è vero ma sono gestibili; il buio quello vero, e quello che fa paura, non è la mancanza di luce, condizione ciclica da quando va giù il sole a quando si alza, o quando salta la corrente. Il buio che deve fare paura è quello della disinformazione e dell’ignoranza, che inevitabilmente porta a discriminare; e la tv non fa nulla perché ciò non avvenga.
Scusatemi, ma mi viene spontaneo quando sento qualcosa che non va, e che riguarda la mia condizione, divento una iena.
ciao.
Elena Brescacin
15 nov 2009 - 21:48 - #8@aliciotta vista la trama, mi sa che il figlio sorride perché perdona la madre… a beh fossi stata io, l’avrei presa a bastonate bianche :-) e le avrei detto “aoh ma cinquant’anni di ciecataggine nt’hanno insegnato niente? Lascialo vivere…”
Io -ciecata- ce l’ho una relazione con una persona di cui mia madre se lo sapesse non lo approverebbe e t’assicuro che se poco poco lo viene a scoprire e s’azzarda a dir qualcosa, adesso che c’ho trent’anni, mica la perdonerei!
aliciotta
15 nov 2009 - 23:21 - #9@ Elena Brescacin
Ciao Elena! Benvenuta tra noi… ci mancava un’altra commentatrice folle e attenta come te al minimo particolare, bene!
Innanzi tutto… cavolo! Noi siamo attente ad ogni piccola manchevolezza ma tu ci batti di gran lunga e mi farebbe davvero piacere se qualcuno che ha scritto la sceneggiatura leggesse tutto ciò che hai scritto.
Io naturalmente non ho idea di come funzionino certe cose perché non le conosco ma credo che sarebbe corretto nei confronti di chi certe realtà le vive essere il più precisi possibile nel descriverle, così da permettere anche a chi come me è al di fuori da certe situazioni, di approcciarle nel modo più corretto…
E comunque non ci vuol un genio per capire che un posto simile è inverosimile e le lettere nel bastone, scritte anche male, sono da BALUBA! ;o)
Leggere i tuoi commenti, comunque, compresa la valutazione su chi ha l’alito che puzza, particolare che non sfugge purtroppo a nessuno, mi ha fatto troppo ridere!
Brava: entra nel club e unisciti a noi nella feroce (ma dettata da venerazione!) critica a Distretto…
Ma secondo te chi è la talpa???
aliciotta
15 nov 2009 - 23:33 - #10@ Elena Brescacin
Ah ah ah! Certo che tra mamma e figlio: due geni!
Cavolo vedo che sei pericolosa: ha scelto il blog giusto! ;o)
_tiz_
16 nov 2009 - 10:03 - #11Secondo me aveva gli occhiali da sole per difendersi dai fermenti lattici vivi
Elena Brescacin
16 nov 2009 - 11:53 - #12@aliciotta: “secondo te chi è la talpa?” Posso rispondere? …io! :) No scusate ma visto che le talpe son cieche, e che sono anni che scherzosamente mi chiamano così, non potevo rinunciare alla battuta! lo so non era voluta, però mi ha fatto letteralmente piegare in due dal ridere che sul feed rss di blogapuntate, prima c’era l’articolo (questo) che parlava di una ciecata che ha ammazzato una, e dopo l’altra puntata titolo “la talpa colpisce ancora” mi sono letteralmente scompisciata dal ridere; pensa che possiedo un portachiavi, dove tengo la chiavetta USB quella per salvare i dati informatici, che raffigura un cuoricino in plastica e sopra c’è raffigurato Enrico la talpa, di Lupo Alberto, con un volante in mano e sotto c’è scritto: “danger- CCUT - Ciecato Come Una Talpa”
In ogni caso ieri anche me la son persa la puntata, ho mangiato come un lupo mannaro, ho fatto un po’ di ginnastica per aiutare la digestione, e alla fine mi sono letteralmente addormentata come un ghiro quindi non ho potuto conoscere o capire chi fosse il “collega”…(talpa) qualora si fosse presentato. :) insomma ero indecisa se guardarmi criminal minds o distretto di polizia e alla fine ho dormito. Guardarmi, ebbene sì, uso questo verbo. La televisione si guarda; che la guardi con gli occhi o con il cervello o con nessuno dei due, è quello il verbo, e quello utilizzo. Non mi piace che uno si faccia scrupoli a usare i verbi quando parla con me.
Cmq, talpe a parte:
dite che il posto della puntata, l’istituto, era inverosimile… ma come era? Descrizione?
Sul fatto degli sceneggiatori: la colpa non è tutta loro, visto che il problema delle gaffe è ricorrente; è che, quando conosci una tematica, perché la vivi o perché la conosci, ti rendi molto più conto delle gaffe televisive piuttosto che un altro, che si limita a guardare, anzi, vedere; o forse pure a tenersi la tv in sottofondo mentre stira o ricama.
Io potrei fare centinaia di esempi di tematiche trattate alla “va là che va bene”, e l’unica cosa che mi sento di dire in merito è che, non è una colpa se le tematiche vengono trattate male o meglio se proprio proprio fosse necessario “colpevolizzare” qualcuno, si dovrebbe partire dalla gente comune e dall’ignoranza diffusa: chiaramente le fiction, per essere seguite, devono incontrare le esigenze del pubblico, del GRANDE pubblico; una fiction è fatta per divertire, per rilassare, e non per informare. Per quello, ci sarebbero i documentari(ammesso che se ne facciano) e cos’è che colpisce la gente? Le cose che fanno commuovere o paura; piaccia o no, il fatto che un cieco “viva al buio” e che quindi viva male, è pensiero di molti. Che viva male ma abbia una sorta di naso e orecchie con i super poteri, proprio per compensare la fantomatica vita grama che fa.
E’ per questo che io cerco sempre di interfacciarmi quando vedo delle gaffe sulle trasmissioni tv, interfacciarmi con chi le segue, le fiction, più che con quelli che le producono perché alla fine, finché chi segue le fiction non esprime critiche, quelli che producono non cambieranno mai.
Credo che se noi ciechi dobbiamo incazzarci con qualcuno, lo dobbiamo fare con le nostre stesse associazioni che non fanno abbastanza per tutelarci, anzi, spesso e volentieri di questi luoghi comuni ne approfittano alla grande perciò alla fine saremo solo io e pochi altri, singolarmente, a protestare contro certe cavolate televisive.
E poi: perché sparano tante cavolate senza senso sui ciechi, ma i programmi audiodescritti (vedi www.segretariatosociale.rai.it) sono solo quelli della rai, e solo alcuni…i peggiori?
aliciotta
17 nov 2009 - 01:46 - #13@ _tiz_
No, vabbè… GRANDISSIMA! Ma gli occhiali sono serviti o no alla scopo?
aliciotta
18 nov 2009 - 21:41 - #14@ Elena Brescacin
Ciao Elena, cavolo.. mi ero persa il tuo mega commento! ;o)
A parte il fatto che mi fai morire dal ridere e complimenti per l’ironia, posso solo dirti che hai fatto bene a dormire visto che, tanto per cambiare, siamo come al solito arrivati ad un nulla di fatto e siamo andati a sbattere contro un vicolo cieco! ;o)
Per adesso della talpa non si sa ancora nulla, a parte che dovrebbe esistere ed essere dal lato dell’indagine del distretto ma poche notizie a riguardo.
Mi chiedi di descriverti il luogo che doveva essere l’istituto per ciechi… beh, era freddo, triste e squallido: mi dispiace scriverlo ma è esattamente così che mi è apparso.
È giusto ciò che scrivi ma ancora più giusto il fatto che per risolvere la situazione, o almeno migliorarla, siete voi che dovete farvi sentire e, per quanto possiamo, anche ironicamente come spesso ci capita di fare, anche noi che con i nostri appunti possiamo far comprendere che bisogna stare più attenti ai telespettatori e non offendere la loro intelligenza con storie inverosimili o descrizione di luoghi e vicende poco corrispondenti alla realtà.