
Riassunto 15×07 di venerdì 24 Aprile, “Heal Thyself”. Settimo episodio della quindicesima e ultima stagione di E.R.- Medici in Prima Linea. La scena è puntata sul capo del Pronto Soccorso, Cate Banfield (Angela Basset), è a casa che fissa il soffitto distesa su un letto e quando suo marito Russel (Courtney B. Vance) entra nella stanza dove la donna sta meditando, gli dice che la carta da parati che caparbiamente finge di osservare è pessima. Lui è disposto a cambiarla e cerca, al di là delle chiacchiere, di parlare con la donna che lo rimprovera di avere, la sera prima, accennato ad un discorso che a quanto pare lei tenta di evitare in ogni modo.
Tony (John Stamos) e Sam (Linda Cardellini) sono di turno al Pronto Soccorso e pare che la convivenza tra i due non risulti così drammatica come la donna temeva: la nuova coppia continua a stuzzicarsi ma la loro felicità è lampante, anche se Gates si rabbuia quando Frank (Troy Evans) gli porge dei documenti poco rassicuranti che riguardano il veterano da lui curato e poi ricoverato in una clinica specializzata qualche tempo prima. Neela (Parminder Nagra) e Lucien Dubenko (Leland Orser) passeggiano insieme per le corsie affollate e parlano della difficoltà della dottoressa a delegare e della sua difficoltà ad andare d’accordo con la Banfield a causa di come la Rasgotra tratta i tirocinanti che le sono stati affidati, su tutti il giovane dottor Andrew Wade (Julian Morris).
Intanto il capo è intenta a fare jogging e, suo malgrado, si trova nei pressi del lago proprio nel momento in cui sono giunte le autoambulanze a salvare una bambina di tre anni caduta in acqua. La Banfield la accompagna al Pronto Soccorso e comincia a ricordare… anni addietro, lei ha i capelli lunghi, un luminoso sorriso ed è in un parco con il marito Russel che gioca con un bambino, probabilmente il loro, mostrando serenità e allegria. Tornando al presente indica alla dottoressa Tracy Martin (Emily Rose) come comportarsi con la giovane paziente prima che lei li raggiunga per aiutarli, e si lascia convincere da un ruffianissimo Tony Gates ad ammorbidirsi per una volta e firmare perché il suo veterano possa usufruire delle cure di cui necessita.
Tony è riuscito a scoprire il nome dell’uomo: si chiama Max Gonzalez (Dorian Baucum), sergente di Prima Classe, eroe di guerra, congedato con un “5/13″, cioè con una sospensione delle cure mediche di cui necessitava da parte dell’esercito poiché, a detta loro, l’uomo aveva qualcosa che non andava ancor prima che si arruolasse. Gates vuole aiutarlo, pensando che questa scelta sia stata solo una maniera per scaricare l’uomo, in qualche modo scaricarlo senza offrirgli una reale possibilità di guarigione. Lui accetta di aspettare prima di andare via, di provare a farsi guarire.
Morris (Scott Grimes), è impegnato nel fornire le cure di primo soccorso alla piccola quasi annegata, la Banfield osserva lui e Tracy che si danno un gran da fare per salvarla e poi, anche se ha cercato di evitarlo in tutti i modi, esce fuori dalla sala d’emergenza per parlare con Sandra Herrero (Marisa Echeverria), la madre della piccola. Il presente si intreccia ancora una volta con il passato e la donna ritorna indietro nel tempo, alla giornata passata al parco con il marito e il loro bambino Daryl (Daylon Adkison): mentre i due parlavano di avere un altro figlio, quello già in essere si sentiva male, preda delle convulsioni che la dottoressa pareva sapere come affrontare.
Ritorno al presente: al Pronto Soccorso la Banfield dice alla Herrero che non può darle garanzie sul fatto che la sua bambina si riprenderà, ma che deve essere forte per infonderle la sicurezza necessaria perché ciò possa avvenire. Nel frattempo la mole di lavoro esorbitante dei chirurghi, con a capo Dubenko e la Rasgotra che cercano di smaltire i casi a loro assegnati nel reparto di emergenza, li porta ad aver trascurato i sintomi di un’anziana paziente che si sente male all’improvviso, scatenando l’orrore negli occhi del giovane Wade che aveva intuito qualcosa a proposito del reale stato di salute della donna.
La donna muore e il giovane medico si sente terribilmente in colpa, la paziente è deceduta a causa della rottura di un’arteria del colon. Neela dice che tale circostanza non era prevedibile, lui le risponde che lei gli aveva parlato di sangue nelle feci e a questo punto la dottoressa lo riprende aspramente dicendogli che non avrebbe dovuto trascurare tale circostanza. Wade le urla contro dicendole che aveva tentato di parlare ma che nessuno lo ascoltava, a questo punto la Rasgotra lo abbandona dicendogli che ne parleranno più tardi. Discussione che non sfugge alla Banfield che tenta di consolare, a suo modo, il giovane dottore che non la ascolta e la lascia in balia di Gates, preoccupato per il suo veterano che vuole a tutti i costi far ricoverare con l’aiuto del capo e che gli scappa sotto gli occhi.
La bambina sembra peggiorare, le analisi richieste tardano ad arrivare, circostanza che scatena le ire della Banfield. Il presente continua ad intrecciarsi con il passato e la sua caparbietà di adesso nel voler trasferire la paziente in un Ospedale che abbia più mezzi del Policlinico, si scontra con la sicurezza di un tempo per la quale non riteneva necessario portare suo figlio in una struttura ospedaliera per farlo controllare in maniera approfondita, così come suggeriva il marito. Tale scelta, all’epoca, almeno nei primi ricordi della donna, pare non essere stata vincente.
La bambina peggiora, la Banfield prende la mano della piccola così come un tempo aveva fatto con quella di suo figlio e dice sicura a Morris che loro questa paziente non la perderanno. Comincia ad effettuare una tracheotomia sulla paziente e ritorna con i ricordi al tempo in cui il suo bambino veniva trasportato in un’autoambulanza nello stesso Ospedale, il County General Hospital e ad accoglierla era arrivato il (mitico) dottor Mark, Ciccio, Greene (Anthony Edwards).
Le operazioni per salvare la bambina oggi, si intersecano con quelle di un tempo, in cui Mark, assistito dall’infermiera Haleh Adams (Yvette Freeman), cercava di salvare il figlio della Banfield, scontrandosi con gli scarsi mezzi di cui, come tutt’oggi, disponeva il Policlinico. La donna discuteva con Greene il quale, esasperato, ad un certo punto le chiedeva di limitarsi a fare la madre mentre lui faceva il medico e chiedendole di fidarsi di lui. Poi il verdetto: il piccolo aveva avuto un ictus, notizia che fa rabbrividire Russel, arrivo della dottoressa Kerry Weaver (Laura Innes) che offriva a Mark il suo aiuto dicendogli che avrebbe fatto rimandare la chemioterapia di cui l’uomo necessitava perché evidentemente già malato.
I ricordi di cosa Mark diceva un tempo alla Banfield rispetto a suo figlio, suggeriscono alla dottoressa che forse la piccola paziente di cui è responsabile oggi non riesce a riprendersi perché, oltre ad essere caduta in acqua, può essersi intossicata. Da un breve controllo si comprende che la bambina ha preso le pillole che suo nonno utilizza per i suoi problemi di pressione. Una diagnosi senza bisogno di macchinari e lunghi esami, proprio come quando il dottor Greene, solamente esaminando con lo sguardo una provetta con il sangue di Daryl, era riuscito a comprendere cosa il bambino avesse: leucemia.
Il passaggio dal presente al passato è convulso, triste e doloroso: man mano che la bambina riesce a riprendersi dopo vari tentativi da parte della Banfield e di coloro che la assistono, il ricordo di Daryl che continuava a stare sempre peggio nonostante le intuizioni e le cure del dottor Greene, creano momenti di dolore. Alla fine la piccola si salva, con grande felicità di madre e nonno e sollievo da parte dei medici, mentre il figlio di Cate muore, lasciando in un disperato dolore Russel e in una muta rassegnazione la donna ancora incredula.
La piccola viene trasferita in chirurgia per essere operata, la madre ringrazia la Banfield per aver salvato la vita della sua bambina e la donna le risponde che ha fatto solo il suo lavoro, che questa volta è andata bene. Poi lascia la donna e guarda nella sala d’emergenza dove vede la se stessa di tanti anni fa seduta, ad aspettare qualcosa o qualcuno che la consolassero per la sua perdita. Si torna ancora indietro nel passato e Mark, sempre gentile e attento nei confronti dei pazienti e dei parenti di ognuno di loro, dice alla Cate di allora che spera che lei e suo marito possano superare, insieme, un momento tanto doloroso. Il dialogo è interrotto da un irritato (e come al solito irritante) dottor Robert Romano (Paul McCrane) pronto a ricordare a Greene la seduta di chemioterapia rinviata per salvare Daryl.
La Banfield gli chiede di poter pulire il suo bambino, avrebbe voluto togliergli il tubo in gola pur sapendo che prima dell’arrivo del patologo non era possibile farlo, mai lasciata sola da Mark Greene, consapevole del dolore provato, seppure non manifestato, dalla donna di fronte a lui. Ritorno al presente: nel salottino Archie è soddisfatto per essere riuscito a salvare la vita della piccola paziente e beve una birra tirata fuori da una scorta che tiene in fondo al frigo per festeggiare momenti come quello. In cinque anni è la terza che apre e beve, quantità a quanto pare tollerata dall’inflessibile capo.
Poi Archie chiede a Cate, dopo averle chiesto scusa in anticipo, cosa è accaduto là dentro, se è cambiato qualcosa. Lei non loo guarda e gli risponde che la situazione si è modificata, lui annuisce e poi le chiede se si tratta di un bambino, a suo dire tutti ne hanno uno, un caso finito male, un paziente che potevano salvare, chiede ancora se anche il suo era un bambino e di quanti anni. Lei sospira e risponde di sì, aveva solo cinque, anni ed era suo figlio, morto lì, al Policlinico, in Emergenza 1. Morris è sconvolto e non riesce a credere che lei riesca a lavorare nel luogo dove è avvenuto tale decesso. La donna gli risponde che nemmeno lei capisce il perché di alcune scelte da lei compiute dopo il suo terribile lutto.
Non ha lasciato il suo appartamento per quasi due anni, poi ha sentito le notizie sullo Tsunami ed è volata dall’altra parte del mondo. Non riesce a capire perché lo ha fatto e, soprattutto, perché poi ha deciso di tornare, perché suo figlio aveva la leucemia? Tutte cose che non ha mai capito. Morris rimane basito, poi le dice che è dispiaciuto, non sapeva nulla e lei gli risponde che non ci sono parole per definire una madre che ha perso il proprio figlio, gli lancia un orsacchiotto dicendogli di farlo avere alla piccola appena operata e poi affronta il freddo, la neve, ricordando ancora la notte di tanti anni addietro.
Lei fissava lo stesso specchio d’acqua che ha guardato pochi minuti prima di rifare un salto indietro nel tempo, mentre Mark parla al telefono con Elizabeth dicendogli che non vede l’ora di rivederla e fissando con lei un appuntamento da lì a poco. Interrompe la comunicazione quando rivede la mamma del piccolo Daryl, morto da poco al Policlinico. Si avvicina alla donna che fissa l’acqua, scusandosi per non esserci stato quando sono venuti per suo figlio ma aveva un altro impegno. Lei non risponde e lui le dice che si è trattato di una forma atipica di malattia, impossibile da prevedere, la Banfield ribatte che se l’avesse portato subito in ospedale avrebbero potuto guadagnare un giorno, un altro po’ di tempo.
Mark non ribatte, vede scendere Russel che dice a sua moglie che possono andare. Lei ringrazia il dottor Greene per la sua dedizione e lui risponde ai coniugi di prendersi cura di loro stessi, vanno via insieme ma lontani, Ciccio li guarda salire le scale, il marito cerca di prendere la mano di sua moglie ma lei lo respinge. Presente: la Banfield torna a casa e chiama suo marito che è disteso sullo stesso letto che, la stessa mattina, vedeva lei come ospite. L’uomo stringe tra le mani il pallone da football con il quale giocava al parco il giorno in cui loro figlio si è sentito male. Dice alla moglie che non ha mai pianto e questo lo ha fatto molto arrabbiare, lui, però, non l’ha mai ritenuta colpevole di ciò che è accaduto al figlio perduto.
Lei ribatte dicendogli che non c’è stato giorno in cui non abbia pensato a Daryl, alla possibilità di raggiungerlo per stringerlo di nuovo tra le braccia. Ha sempre vissuto nella paura ma adesso è stanca, sa di non potercela più fare, vuole smetterla di vivere in quella situazione, vorrebbe ricominciare a vivere e scoppia in lacrime, confortata dall’abbraccio di Russel che ascolta le sue lacrime e continua a confortarla: sembra finalmente che la donna abbia deciso di reagire e di permettere a suo marito di aiutarla, di poterle stare finalmente accanto.