
Riassunto 15×02 di venerdì 10 Aprile, “Another Thursday at County”. Secondo episodio della quindicesima e ultima stagione di E.R.- Medici in Prima Linea. Al County General Hospital è cominciata una nuova era e, mentre Morris ( Scott Grimes) accoglie quattro nuovi tirocinanti appena arrivati al Pronto Soccorso, dalle 6.30 del mattino una donna è alle prese con durissimi allenamenti fisici e poi, vestita di tutto punto, si presenta al Policlinico. Si tratta della dottoressa Cate Banfield (Angela Bassett), il nuovo capo.
I nuovi arrivati, invece, sono quattro ragazzi completamente diversi tra loro: la dottoressa Daria Wade (Shiri Appleby), che arriva in Ospedale in condizioni pietose e con i capelli lavati in autostrada; il dottor Andrew Wad, aspirante chirurgo dall’aria sicura e con atteggiamento da giovane rampante; il dottor Ryan Sanchez (Victor Rasuk), proveniente da New York, già sposato con figli; infine, la bellissima e decisamente glamour dottoressa Tracy Martin (Emily Rose), che si presenta a lavoro con abiti firmati e tacchi alti otto centimetri. Ci sarà da divertirsi…
La dottoressa Banfield, una tosta d’altri tempi, è originaria di Chicago ma ha passato un lungo periodo di tempo in Indonesia. Archie l’accompagna a fare un giro del Pronto Soccorso e la donna si rende subito conto della carenza di personale, tratta tutti con distacco, persino la tenera Haleh (Yvette Freeman) che è sicura di averla già vista; critica, inoltre, come vengono gestite le dimissioni dei pazienti, l’operato dei sottoposti e irrita immediatamente il dottor Tony Gates ( John Stamos) e il dottor Simon Brenner (David Lyons).
Sam (Linda Cardellini) chiede al nuovo capo di poter uscire venti minuti prima per accompagnare suo figlio Alex da un amico visto che lei sta seguendo un corso supplementare in Ospedale, tale permesso le viene negato e a questo punto Tony si offre di tenere lui il ragazzino: la storia tra i due sembra davvero diventata seria. L’esplosione in un appartamento fa sì che giungano al Pronto Soccorso un uomo e una donna feriti: Morris distribuisce i compiti e la Banfield è decisa, anche se per gli assistenti non dovrebbe essercene bisogno, che supervisionerà il loro operato.
La donna ha uno strano atteggiamento, non permette ai tirocinanti di fare nulla se non guardare e osserva tutti con attenzione ed evidente spirito critico. Gates e Brenner, ai quali è toccato curare la donna ferita a causa dell’esplosione, la trattano con allegria e leggerezza, come sono soliti fare quando visitano qualcuno, cantano e scherzano, atteggiamento che la Banfield non sembra gradire affatto e per il quale li riprende aspramente.
Nel frattempo il dottor Dustin Crenshaw (J.P. Manoux), è anche lui alle prese con il Reparto di Chirurgia carente di personale dopo la scelta, per il momento pare definitiva, di Lucien Dubenko (Leland Orser) di abbandonare il Policlinico. Chiama al telefono il collega per consigliarsi con lui a proposito di come procedere per un intervento, poi gli si presenta il suo nuovo tirocinante Andrew Wad portandogli un caffè e l’uomo, esasperato, continua a telefonare Neela (Parminder Nagra) sul cellulare che non risponde.
La dottoressa, nel suo giorno libero, sta cercando di convincere il capo dei capi, il dottor Donald Anspaugh (John Aylward) a riammettere al Policlinico Dubenko. L’uomo le dice che il consiglio d’Amministrazione ha votato per il licenziamento dato che l’uomo, pur essendo indubbiamente un eccellente chirurgo ed un ineccepibile insegnante, ha tirato troppo la corda, esagerato, e per loro è definitivamente fuori dall’Ospedale. I tentativi della Rasgotra, quindi, sembrano essere del tutto vani.
Morris è sotto pressione, oramai non conta nemmeno più le ore che è rimasto al Pronto Soccorso senza mai staccare, i tirocinanti sembrano impauriti dal fatto di doversi assumere responsabilità che non sentono alla loro portata da vengono confortati da Gates, Brenner comincia ad assumere atteggiamenti molto più accondiscendenti, gentili, perdendo l’arroganza dimostrata all’inizio. Naturalmente c’è sempre un grande caos e la carenza di personale, ancora una volta e sempre di più, pesa sull’economia generale della gestione del Policlinico.
Sam ha un duro scontro con il nuovo capo che le chiede di fare una diagnosi immediata, senza il consulto di un medico, su un paziente che ha una grave infezione cutanea. Mentre le due donne discutono sul comportamento poco cordiale ed estremamente duro della Banfield, al Pronto Soccorso arriva un altro uomo con una gamba rotta che è rimasto vittima dell’esplosione nell’appartamento: non vuole assolutamente che lo si tocchi ma Gates e i nuovi tirocinanti lo trasportano in una delle sale d’emergenza, tagliano la sua camicia nonostante lui continui ad agitarsi e ad urlare di essere lasciato in pace, e insieme al tessuto, lacerano una busta di plastica contenente ricina: un’arma biologica letale.
L’uomo ammette di essere stato lui stesso a produrla, Gates fa immediatamente chiudere la stanza con tutti i presenti all’interno per evitare di contaminare tutto il Policlinico e telefona a Frank (Troy Evans) per dirgli di chiamare immediatamente il Dipartimento per le Sostanze Tossiche. Si scopre che l’uomo è un vero e proprio criminale che ha nella sua casa antrace, botulino ed altre sostanze altamente pericolose. Il Pronto Soccorso è in stato di allerta e Morris e la Banfield cercano di far sì che non si sparga troppo la voce di ciò che sta accadendo per evitare di allarmare i pazienti. Parte un piano di evacuazione generale e tutti vengono trasportati in altri reparti.
Gates e i tirocinanti rimangono nella sala emergenza in cui hanno portato l’uomo responsabile del disastro; Morris e Sam, preoccupata per le sorti di Tony, cercano di trovare posto a coloro che non riescono ad essere sistemati in altri reparti e fanno incetta di medicinali per evitare di rimanerne sprovvisti laddove verranno tutti trasferiti. Gates si rende conto che la gamba dell’uomo è in uno stato preoccupante e decide, nonostante ci sia carenza di mezzi, di intervenire per evitare che la sua situazione peggiori. Intanto la stanza dove il gruppo è rinchiuso viene sigillata.
In mancanza di morfina Gates procede a tagliare la gamba del paziente senza alcun anestetico e, dopo un urlo di dolore lancinante, i quattro malcapitati si rendono conto che nella stanza è presente anche un altro paziente: è gravemente malato d’asma. Arriva la Squadra di Soccorso e, prima di intervenire e isolare completamente l’area contaminata, il personale rimane in attesa che nel Pronto Soccorso non resti più alcun malato. Sam cerca di convincere il ragazzo con l’infezione cutanea a non andare via senza prima aver assunto un antibiotico, Morris e la Banfield continuano a litigare e la donna sembra che abbia dei momenti in cui si assenta e ha gli occhi lucidi, persi in dolorosi ricordi.
Neela e Crenshaw sono sempre impegnati a cercare di far rientrare Dubenko ma nel frattempo si trovano costretti a mandare avanti da soli il reparto di Chirurgia. Gates ha seri problemi nel curare la gamba dell’uomo colpevole dell’intero disastro in quanto manza dei mezzi necessari e la sua frattura è molto più grave del previsto. I tirocinanti cercano di supportarlo come possono, il malato d’asma peggiora e, dopo alcune insistenze da parte di Daria, l’attentatore confessa che sua moglie è morta durante uno degli attacchi al Pentagono dell’11 settembre 2001 e che lui crea sostanze tossiche per persone che le utilizzano per atti dimostrativi. Sam riesce a somministrare una prima dose di antibiotico al ragazzo con l’infezione cutanea che dovrà tornare la mattina dopo per un richiamo, prima di andare a sostenere l’esame per prendere il diploma, cosa che la Taggart gli dice di apprezzare molto.
Al Pronto Soccorso, nonostante lo stato d’emergenza, arrivano un bambino caduto in un buco del pavimento di uno stabile disabitato e sua madre che si è lanciata dietro di lui nel tentativo di salvarlo. La Banfield è furiosa perché non capisce come siano arrivati altri due pazienti, Morris ammette di essere stato lui a dare il permesso di accettarli: il piccolo era messo troppo male per vagare in ambulanza prima di trovare un posto che lo accogliesse. La situazione da Gates peggiora: il malato d’asma continua a stare sempre peggio e per l’uomo con la gamba ferita non si riesce a trovare una soluzione per fermare l’emorragia. Paradossalmente dal non dover fare nulla, adesso i tirocinanti si trovano a dover assistere Tony in piena emergenza e agire di fretta, anche con procedure fino a quel momento mai utilizzate.
Dopo una discussione tra Gate e i tirocinanti che non ammettono che il loro supervisore decida di salvare la vita di un pazzo assassino piuttosto che quella di un ragazzo innocente, Tony dice loro che la regola del Pronto Soccorso è quella di occuparsi sempre del paziente che sta peggio e che se a loro non sta bene possono anche andare via. Alla fine entrambi i malati riescono ad essere tratti in salvo e i quattro medici sono costretti a passare in un tunnel di quarantena alla fine del quale si provvederà a curare meglio coloro che stanno male e a decontaminare tutti dalla ricina.
Il bambino caduto in un buco nel pavimento di un palazzo disabitato versa in gravi condizioni ed ha bisogno di essere immediatamente operato. Sua madre è disperata, Morris e la Banfield continuano a discutere su come trattare i malati e comportarsi in caso di emergenza, Neela e Sam tentano di calmarli e poi la Taggart, insieme al nuovo capo, chiede alla Rasgotra, prima che porti il paziente in sala operatoria, di farlo stare due minuti insieme alla sua mamma.
Gates e i tirocinanti sono stati decontaminati ma devono aspettare otto ore per sapere se la sostanza nociva ha prodotto dei danni e messo in pericolo le loro vite. Ryan, uno dei nuovi arrivati, dopo aver parlato al telefono con sua moglie con la quale continua a mantenere un fitto contatto telefonico, si sente male e sviene. Viene preso in cura dal nuovo capo e rinviene poco dopo, mentre nel frattempo Simon cerca di invitare Neela ad uscire con lui, la quale è nervosa per non essere riuscita a far rientrare Dubenko al Policlinico e per essere costretta, nonostante il suo giorno libero, a dover lavorare.
Al Pronto Soccorso viene portato un tossicodipendente, ancora con la siringa in vena, che Sam riconosce subito come il ragazzo che lei stessa ha curato per l’infezione cutanea al braccio: non riesce a capire cosa possa essere accaduto. Mentre la Banfield riprende aspramente la Taggart per non aver controllato dalla testa ai piedi il paziente che adesso si trova in fin di vita, Frank comunica che secondo gli esperti la ricina non era abbastanza concentrata per provocare, se inalata, danni ai polmoni. Purtroppo lo studente muore, era evidentemente un tossicomane, di cui nessuno si era reso conto, e i medicinali iniettatogli per curarlo, hanno probabilmente aggravato il suo stato di salute già compromesso.
Il nuovo tirocinante di Chirurgia sembra molto in gamba, cosa che incoraggia Crenshaw sempre più nel panico. Il bambino caduto nel buco del pavimento è sotto i ferri, ha una lacerazione del fegato. La mamma del piccolo, intanto, è distrutta dai sensi di colpa per aver dovuto portare con sé il suo bambino sul luogo di lavoro e, involontariamente, aver provocato l’incidente di cui adesso sta pagando le conseguenze. La dura Banfield consola la donna e, contravvenendo all’idea di freddezza che ci si è fatta di lei, è molto affettuosa e decisamente vicina al dolore della paziente. Morris consola Sam: non è stata colpa sua se il ragazzo è morto di overdose e Neela viene a sapere che Brenner ha organizzato un sit-in di fronte all’ufficio di suo zio per far sì che riassuma a lavorare Dubenko.
Morris, esasperato, affronta il nuovo capo dicendole che nelle ultime settimane sono stati costretti ad affrontare l’inferno e l’unica maniera per riuscire a sopportare tutto ciò che è successo è stata quella di presentarsi ogni mattina a lavorare in maniera propositiva, non avendo bisogno di una persona che, come lei, non ha fatto altro tutta la giornata che dire loro cosa fare e cosa no. Lei non conosce nessuno di loro e criticare così apertamente e duramente il loro operato non la porterà ad ottenere assolutamente nulla di positivo. La Banfield gli risponde solamente che ha saputo che ha perduto un grande amico e le dispiace, ma che non vuole più avere con lui conversazioni del genere: Archie rimane in silenzio, ammutolito e provato, poi comincia a piangere. Frank cerca di intervenire in sua difesa con la gelida donna, ma quello che riceve è l’ennesima bacchettata.
Neela parla con Simon e lo ringrazia per aver portato avanti, contro suo zio, la battaglia per far riassumere Dubenko, Poi, però, gli dice che loro sono solamente colleghi, non andrà a bere né un caffè, tanto meno un drink con lui; l’uomo, tranquillissimo, le risponde che se lei pensa che abbia agito a favore di Lucien per impressionarla, si sbaglia di grosso. Ha recepito il messaggio e non le chiederà più di uscire.
Tracy, la nuova tirocinante, ancora in osservazione, si lamenta con i suoi compagni di sventura per il fatto che le è stato impedito di mettere le scarpe con il tacco durante i suoi turni in ospedale. Sam porta agli esiliati la notizia che tutto è risolto e sono liberi. La Taggart, depressa per la perdita del suo paziente, dice a Tony che non ha più voglia di seguire il corso di perfezionamento ma lui la incoraggia a non rinunciare: qualsiasi cosa sia successa nella giornata appena trascorsa, non deve convincerla a mollare e che lui ha voglia di passare un po’ di tempo con Sarah e Alex.
Neela chiama Lucien al telefono dicendogli che deve tornare in Ospedale, lui nicchia dicendo che forse è stato il destino a decretare ciò che è accaduto, suonano alla porta dell’uomo che si trova di fronte la Rasgotra. A casa della Banfield, intanto, si vede la donna da sola che si versa un bicchiere di vino, si siede sul divano e accanto a lei c’è una foto dove è ritratta con un uomo e un bambino piccolo. Il suo aspetto è completamente diverso da quello fino a questo momento mostrato: felice, rilassato e sorridente.