L'onore e il rispetto 3 - Terza puntata: Tonio trama, la Tripolina uccide e la giudice De Santis ruba per amore

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L’onore e il rispetto 3 - Riassunto terza puntata del 18 settembre 2012. Si riparte dal truculento finale della scorsa puntata: la Tripolina (Giuliana De Sio) ottiene la lista dei violentatori della figlia Venere da Fortunato di Venanzio (Gabriele Rossi) e poi per ringraziarlo lo decapita. Carmela (Laura Torrisi) scopre il fattaccio e si dà alle crisi isteriche, anche perché - sempre acuta come un’anguilla - è convinta che il colpevole sia Tonio Fortebraccio (Gabriel Garko).

Ma non è mica la sola: anche il burattinaio (Toni Bertorelli) è convintissimo che l’assassinio di Fortunato sia una faccenda d’onore chiusa da Tonio e ci resta malissimo quando scopre che così non è. Resterebbe ancor più scornato nello scoprire che ad uccidere Di Venanzio è stata la Tripolina con l’aiuto dei suoi figli di Troia (Giasone, Ettore, Paride e Patroclo, il genio di certi sceneggiatori va sempre omaggiato), e soprattutto che sulla lista di Tonio - che esiste - invece di Di Venanzio c’è proprio lui…

Funerale di Fortunato: tragica occasione per altrettanto tragico monologo di Carmela (al punto che quando ha annunciato di essere in partenza per l’America non so voi ma io ho fatto la ola), feroce occasione di rivalsa per la Tripolina che assieme ai figli osserva il corteo funebre con l’aria di chi sta sfogliando l’album e dice tra sè “Ce l’ho, mi manca”, e infine orgogliosa occasione per Tonio per esibire occhiate e camminata da sfida nel momento in cui si presenta in chiesa, dichiara che Fortunato non l’ha ucciso lui ma qualcun altro dei presenti, e di fronte alle accuse che gli strilla Carmela se ne va abbandonandola al suo destino. Ma lei non era incinta di lui?

Ebbene sì, e infatti la signorina prima si autodichiara donna d’onore - perché le hanno accoppato il fratello? - e poi chiede a Tano Mancuso di vendicare il suo onore consegnandogli l’indirizzo del luogo dove Tonio crederà di incontrarla per parlare del bambino che aspetta. Si noti che la donna d’onore coinvolge in tutto ciò anche il povero prete del luogo che non sa dove guardare per non farsi sparare. Tonio sulle prime rifiuta l’incontro, ma quando si parla di un figlio accetta tutto giulivo. Che poi chi gli dice che il figlio è suo e non del fetentissimo cugino di lei? All’uscita dalla chiesa lo inquada da lontano l’amico canterino che decide di seguirlo… per la fortuna di entrambi.

Torino, torniamo alla storia del mio personaggio preferito, ovvero la giudice Francesca De Santis (Alessandra Martinez). Donelli, il suo superiore, la rivuole fissa al nord. Lei vuole tornare in Sicilia e convincere Tonio a testimoniare nel processo che istruiranno contro i capi mafia. Lui le concede una settimana di tempo dopodiché arresterà Tonio per uno dei suoi tanti delitti usando come prova una pistola che conserva da allora. Lei non fa una piega e due sere dopo gli ruba la pistola dalla cassaforte.

E qui scopriamo un altarino segreto della giudice: era sposata con il commissario Renè aliasi Francesco Testi e qui devo aprire una parentesi necessaria… ma ve li ricordate in Caterina e le sue figlie quando lei faceva Adele e lui il Conte Pigna?

Insomma, la giudice è stata sposata con questo commissario dai modi bruschi e dagli occhi cerulei. Lui sembra ancora innamorato di lei, lei pensa che i tre anni con lui siano stati il suo più grosso errore. Ciononostante quando Donelli scopre che gli hanno fregato la pistola di Tonio decide che Renè accompagni la giudice in Sicilia, ex marito o non ex marito. E Renè, che sarà figo ma non è scemo, ci mette due giorni a scoprire che a rubare la pistola è stata Francesca. Ma perché?

Tonio nel frattempo si presenta all’appuntamento con Carmela ma non è un’idea geniale: lo aspetta una decina di killer ma naturalmente nessuno lo prende e lui ne accoppa un paio prima di riuscire a fuggire grazie anche all’aiuto del canterino traditore redento. Per tutto ringraziamento Tonio prima minaccia di ucciderlo - è sempre colpa sua se Melina e Salvatore sono morti - poi decide di ripristinare magnanimamente la loro amicizia. “Un amico mi serve, dopo tutto”.

La Tripolina intanto non dorme: prima fa scappare il figlio Ettore facendogli recapitare una pistola da Erminia, la fidanzata di Paride, il figlio “buono” che vuole una vita migliore, poi decide chi accoppare questa volta e tocca al figlio del capomafia Romeo, che Ettore avvicina in un maneggio. Anche lui viene decapitato prima di dire “ai” ma questa volta l’epilogo è ancora più drammatico: il padre scopre il figlio morto e durante la tradizionale veglia si spara un colpo e segue il figlio nell’Ade.

Tano Mancuso a questo punto inizia a innervosirsi e ordina al figlio prediletto di andare in giro con la scorta (il cretino non la vorrebbe), ma soprattutto il padrino fa cilecca quando riceve la consueta visita della Tripolina. L’ansia inizia a farsi sentire…

Chi non è nervoso per niente è Tonio, che inizia a dare la scalata al potere mafioso per distruggerlo dall’interno: avendo scoperto che il miglior biglietto da visita e probabilmente anche un ottimo modo per importare droga è l’azienda “Liquorum” del barone De Nisi, prima gli seduce figlia e nipote, e poi diventa l’unico socio possibile facendo scappare la concorrenza. Nella fattispecie a un competitor rompe un dito, all’altro incendia l’Alfa Romeo e visto che il consulente finanziario del barone non lo ha in simpatia lo convince a presentarlo minacciandolo di strangolamento la sera del saggio di danza della figlia.

Francesca De Santis è tornata in Sicilia con ex marito-commissario Renè al seguito, e i due si presentano al giudice corrotto (immaginatevi la sua gioia). Francesca riprende la sua attività siciliana, e da un lato cerca in tutti i modi di contattare Tonio (finendo per sognare il loro incontro sulla riva del mare circondati dai templi), dall’altro fa luce sui misteriosi assassini che stanno avvenendo.

Con Tonio finalmente riesce a incontrarsi quando lui si presenta a casa sua dopo averla fatta aspettare al mare per due ore: lei gli consegna la pistola, l’unica prova esistente contro di lui, e gli dice “Ora tu sei un uomo libero, e io non so più chi sono”. Lui ribatte “Sei una donna coraggiosa” e l’ex marito Renè vede e capisce molte cose. Ultima consegna per Tonio: una lettera di Antonia che gli chiede di andarla a prendere e di stare sempre assieme. Ma Tonio è convinto che non possa esserci tranquillità o sicurezza per la figlia finché non sarà a capo delle “famiglie”. E dunque continua la propria vendetta, come fa Tripolina.

Un terzo violentatore - Vito Veneziani - è infatti sulla lista dei ragazzi da ammazzare, e si tratta del genero di Tano Mancuso, che viene inseguito in moto da Paride e Giasone. Il ragazzo ha la presenza di spirito di rifugiarsi in commissariato, la “fortuna” di trovarsi di fronte Francesca che fa finalmente 2+2 e con l’aiuto di Renè che blocca l’avvocato si fa raccontare tutta la notte della violenza a Venere e la sfiga di incontrare Tonio subito dopo essere stato rilasciato. E Tonio decide di sostituirsi alla Tripolina, decapita il ragazzo e lo fa recapitare alla donna presentandosi con un cortesissimo “Concetta De Nicola detta Tripolina, finalmente ci conosciamo” accompagnato dall’apparire malefico di una pistola.

Appuntamento alla quarta puntata di “L’onore e il rispetto”, martedì 25 settembre 2012.

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