Ve lo ricordate Dangerous Minds, con la martellante gangsta’s paradise cantata da Coolio? Ecco, spostate la location a Napoli, toglieteci il martellante Coolio e al posto di una strepitosa Michelle Pfeiffer metteteci uno strepitoso Sergio Castellitto che ha come suo opposto uno strepitoso Peppe Lanzetta e un gruppo di 36 adolescenti nel pieno del disagio materiale e morale che però tentano non solo di sopravvivere, ma anche di farcela e di provare a credere negli altri e non solo nelle loro tribù.
Questa la ricetta facile facile di O’ professore, la mini fiction su Canale 5 andata in onda ieri sera e che ha svelato un lato delle storie di Napoli che non rientra nei soliti cliché.
Anche se a pesare sulla decisione di mandarla in palinsesto in questo periodo deve aver giocato non poco il successo di Gomorra al cinema, che evidentemente tratta di una Napoli deviata e irriconoscibile, ma forse fin troppo dentro gli stereotipi.
Da napoletana devo ammettere che il regista Maurizio Zaccaro, ha saputo cogliere i colori e le luci di Napoli e del quartiere Sanità, la location, e non ho visto,finalmente, né il Vesuvio, il sole, il mare e il cielo blu (tanto per parafrasare “ Nui simmo do sud” cantata da Pietra Montecorvino che qui ha la parte di Antonia, la prof. di matematica).
O’ professore è stato sceneggiato da Rulli e Petraglia (La piovra e Mery per sempre) e tratto da alcuni capitoli del libro di Paola Tavella, Gli ultimi della Classe e prodotto da Grundy Italia ed è stato mandato in onda su Joi l’11 e il 12 luglio scorsi.
Riassunto della prima parte. La storia si svolge nella scuola G.B. Maiello, una scuola di frontiera che accoglie tutti quei ragazzi che non sono stati accettati da nessuna altra istituzione. Gli insegnanti che vi lavorano si occupano di dipersione scolastica. Pietro Filodomini (Sergio Castellitto), come ogni mattina, dopo aver salutato la moglie Manuela (Luisa Ranieri) esce di casa per andare proprio alla Maiello dove tenta di insegnare letteratura italiana. Saluta per strada il pasticciere il giornalaio e un gruppo di ragazzi il che fa comprendere che è ben radicato nel suo quartiere e che è conosciuto e ben voluto da tutti.
Arrivato alla Maiello scopre che la prof Caetani si è avventurata da sola nella ex-zona industriale per andare a recuperare una delle sue alunne, Maria (Carmela Cuccurullo) che si trova sulla strada costretta a prostituirsi. E infatti la Caetani, una veneta trapiantata a Napoli da trent’anni rientra con la ragazza che consegna alla prof. Manuela che la porta a casa propria.
Il tempo di spiegare a Pietro cosa è successo a Maria che immediatamente decidono di farla partire per Rimini. Alla scuola la professoressa Caetani è raggiunta da due brutti ceffi, di cui uno è il protettore di Maria, che la pestano a sangue per aver fatto lo sgarro. La donna è ritrovata in una pozza di sangue da Pietro che chiama i soccorsi.
Ricoverata in ospedale la Caetano confessa a Pietro di voler lasciare tutto e di volersi ritirare nel suo paese d’origine in Veneto. E pertanto dice a Pietro che ha già nominato lui al Provveditorato come suo successore. Pietro non sa se piangere o ridere. Infatti il lavoro che lo attende alla Maiello è piuttosto duro: mettere in piedi una classe di 36 ragazzi. Ne mancano sei all’appello più uno da trovare poiché non compare neanche nell’elenco che gli ha lasciato in eredità la professoressa Caetani.
Così Pietro e Manuela iniziano a rintracciare i fratelli Teresa (Ada Febbraio) e Nino (Umberto Nesi) che, dopo che il padre li ha abbandonati e la madre è andata via per seguire un cantante neo-melodico, accudiscono da soli ai quattro fratellini più piccoli. Pietro strappa loro la promessa che faranno come Castore e Polluce (e chi so? domanda Nino?) si alterneranno uno alla volta a scuola.
E poi la volta di Lena (Rossella Verde), che ha deciso di non parlare, e anche se apprtiene ad una famiglia benestante si ritrova con gli altri alla Maiello. Pietro riesce a rintracciare Gennaro (Raffaele Vassallo) il cui hobby è rubare le torte al povero pasticciere Peppiniello e che ha anche la fissa di tenere gli occhiali da sole per farsi ” i fatti suoi”. E poi la volta di Anna (Martina Mirto) che accetta di frequentare la scuola a patto che o’Professore l’aiuti a diventare una scrittrice. E Pietro riesce a portare in classe anche Nicola (Gianluca Di Gennaro).
Ne manca ancora uno e a Pietro viene in mente il piccolo Davidello Palumbo (Gennaro Mirto), figlio di un pregiudicato che lui conosceva bene e che stimava per la sua voglia di riscattarsi. L’uomo è morto a causa della setticemia contratta in carcere. Si era ferito per poetr strappare qualche giorno di malattia e vedere moglie (Donatella Finocchiaro) e figlio.
Ma il ragazzino lavora per o’Pescecane (Peppe Lanzetta) il boss del quartiere. E allora Pietro si arma di coraggio e va da o’Pescecane per chiedergli di lasciar stare per un po’ di tempo Davidello e gli racconta anche della storia della professoressa Caetani. O’Pescecane, insolitamete erudito, lo paragona a Virgilio quando scriveva versi per Augusto, definendolo sostanzialmente un leccapiedi. Ma Davidello il giorno dopo è a scuola da Pietro, perché “Qualcuno che stimo me lo ha chiesto”. E da che era scuro di capelli si presenta in versione biondo platinata o “biondo Marylin” come dice Pietro.
Arriva in classe Teresa piangendo e dicendo che gli assistenti sociali le hanno portato via i fratellini. La classe aggredisce Pietro credendo che sia stato lui a denunciare la cosa ai servizi civili. Ma Pietro li raduna tutti e li porta all’assessorato alle politiche della famiglia e con il funzionario riescono ad avere 24 ore di tempo per riportare la madre a riprendersi i figli.
Il problema ora è trovare la madre di Teresa e Nino che vive con il cantante neo-melodico di cui è gelosissima. Riescono a rintracciarla in una mega villa strafatta di cocaina e Teresa l’aggredisce e la costringe a tornare a casa per farle riavere i suoi fratellini. La donna resiste qualche giorno a fare la madre di famiglia ma poi scappa di nuovo sotto gli occhi dei figli.
A irrompere sulla scena come un fulmine a ciel sereno è una vecchia conoscenza di Pietro, il suo amico di infanzia Alberto La Manna ( Antonio Catania) che rivela all’amico di essere in punto di morte e di volersi mettere a posto con la giustizia degli uomini confessando l’omicidio commesso 30 anni prima ai danni dello spacciatore Lionello. Ma assicura Pietro che non farà il suo nome.
Pietro dopo qualche giorno racconda alla moglie dell’episodio di quando ragazzi lui e Alberto lanciarono tre molotov nel locale “Il sombrero” gestito da Lionello dove avveniva anche lo spaccio di eroina. Ignorando però che lo spacciatore stesse dormendo li. Dell’omicidio non fu accusato nessuno.Pietro però non intende lasciare solo Alberto in questa sua scelta e decide di intervenire con la sua versione dei fatti. Ed infatti sarà chiamato a deporre come testimone.
O’Pescecane va a cercare a scuola Pietro e gli dice che della faccenda della professoressa Caetano lui non gli ha detto tutto. Gli ha omesso di dire, cioè, che i due avevano aggredito la donna poiché questa gli aveva sottratto la “merce” cioé Maria. E dunque per punirlo richiama a se Davidello che l’indomani non si presenta più a scuola. Tra Gennaro e Lena nasce una storia e i due si baciano e li vede Nino che inizia ad essere geloso. Ma Pietro ha per lui una sorpresa, dopo che lo ha visto tirare pugni al cantante neo-melodico, ha deciso di presentarlo ad una scuola per pugili.
Carla - Cineblog
02 set 2008 - 09:51 - #1veramente un bel prodotto!