A settembre Canale 5 manderà in onda una nuova fiction che si preannuncia già di grande successo, Sangue Caldo, nuovo titolo della serie che era stata presentata in un primo momento con quello di Bang Bang. Protagonisti di Sangue Caldo saranno Gabriel Garko, Asia Argento, Manuela Arcuri, Nathalie Rapti Gomez e l’attrice Elena Russo, che ho avuto il piacere di intervistare per Blogapuntate. Attrice di serie televisive di successo e di film per il cinema, Elena è nota al grande pubblico soprattutto per la sua partecipazione ai tre capitoli di Orgoglio, a Io non dimentico, alla serie tv Amiche mie e, più recentemente, a L’onore e il rispetto - parte seconda, nella parte di Assunta, la figlia del boss. Napoletana verace trapiantata a Roma, attrice eclettica e donna dalla simpatia dirompente. Questa è la Elena Russo che io ho conosciuto.
Quando e come è nata la tua passione per la recitazione?
Ho scoperto questa passione da piccolissima, all’età di 7 anni. Mio padre faceva questo lavoro e quindi ho ereditato la passione. Mi sono trasferita da Napoli a Roma e piano piano ho fatto questa scelta. Ho iniziato con la radio della Rai, con la televisione, anche come presentatrice, insomma ho fatto un po’ di mestieri, anche diversi da quelli dell’attrice, perché avevo bisogno di mantenermi. Per fare l’attore è necessario avere un po’ di tranquillità economica, la carriera di un’attrice è fatta più sui no che sui sì, attese lunghissime, e tutto questo l’ho potuto fare più avanti nel tempo. Però sono contenta perché ho sempre avuto l’indipendenza, quella spinta di dovercela fare da sola e di dovermi mantenere da sola. Questo mi ha aiutato moltissimo, perché questa mentalità ti crea meno ganci, sei meno bloccata, ti puoi organizzare di più la vita.
Parliamo di uno dei tuoi ultimi progetti televisivi, la fiction Mediaset “Sangue caldo”, che andrà in onda a settembre. Ci puoi dare qualche anticipazione sul tuo personaggio e sulla serie?
Il mio personaggio si chiama Ciacià, è un personaggio napoletano, una donna che lavora in una casa di appuntamenti. Una delle mie colleghe, interpretata da Asia Argento, si innamora di un uomo, Gabriel Garko, che da lì a poco morirà, che le consegna un bottino. Lei verrà quindi presa di mira e inseguita, insieme a noi colleghe della casa di appuntamenti, da degli uomini di malaffare che vogliono impossessarsi di questi soldi. Da qui partirà un intreccio di storie, perché io ospiterò un’amica di Asia, un’altra collega della casa di appuntamenti, e dovremmo sostenerci e aiutarci, in un’Italia degli anni ’60, dove col mestiere che facciamo non è semplice e ne combiniamo quindi di tutti i colori. Devo dire che in tutto questo il mio è un bel personaggio, molto ironico, che cerca di ironizzare anche se vive in una situazione molto tragica. È un personaggio che nonostante le mille peripezie può riuscire a strappare anche qualche sorriso.
Blogapuntate intervista l\’attrice Elena Russo

Hai lavorato nuovamente al fianco di Gabriel Garko, dopo “L’onore e il rispetto –parte seconda”. Com’è lavorare con un sex symbol?
Devo dire che Gabriel è una persona, come tutte le persone intelligenti, che ha un perfetto rapporto con la sua bellezza, perché è un ragazzo semplice, è molto simpatico e molto gentile, e queste sono cose che fanno piacere, perché un conto è essere così, un conto essere inavvicinabile, mantenere un certo distacco. Lui non è per niente una persona del genere, quindi è ancora più piacevole lavorarci.
In questo momento quali sono i tuoi impegni?
Mi sto godendo questo momento in cui ho qualche anello di doppiaggio per la serie “Sangue caldo”, perché capita sempre che bisogna doppiare qualcosa, ho qualche intervista per la promozione di questo lavoro e poi tutti ce ne andiamo almeno una quindicina di giorni in vacanza. Poi speriamo che a settembre la fiction possa andare bene, ma io incrocio le dita.
Hai recitato in tanti film e in tante serie televisive. Preferisci lavorare per il grande schermo o per il piccolo schermo?
La mia fortuna è amare tantissimo il mio lavoro e quindi questo mi aiuta sempre. Ogni volta c’è sempre quella emozione, quella sensazione meravigliosa, che è sempre come se fosse il primo giorno, e quindi non c’è distinzione. Poi io ringrazio molto la televisione che da dieci anni a questa parte ha dato a me e altri attori la possibilità di fare questo mestiere, perché il cinema non fa più 300, 400 film alla volta come accadeva anni fa, il lavoro si è ridotto moltissimo. Però c’è da dire anche una cosa, che il cinema è un qualcosa che ti resta di più, se vuoi andarti a rivedere un vecchio film lo puoi fare, per le serie tv succede meno, anche se mi pare che ultimamente le cose stanno cambiando anche in televisione, ogni tanto capita di rivedere vecchi lavori. Ce ne sono tante che io nel mio piccolo ho fatto e che mi piacerebbe tanto rivedere e di cui io sono orgogliosissima. Il cinema quindi resta ciò che ti permette di poterlo rivedere più volte, il tuo lavoro.
Quali sono i tuoi progetti lavorativi per il futuro?
È tutto in forse, non ho ancora niente di confermato, quindi non lo so, speriamo, anche perché questo lavoro, come le libere professioni, è sempre molto altalenante, aleatorio. Per nuovi progetti bisogna comunque attendere dopo l’estate.
Per concludere l’argomento tv proviamo a fare a Elena Russo una domanda sulla nuova fiction “I cerchi nell’acqua”, di Umberto Marino, alla quale ha preso parte al fianco di Vanessa Incontrada e Alessi Boni e che andrà in onda in autunno sulle reti Mediaset. Le bocche però sono ancora cucite, ma riusciamo a strappare la promessa di una prossima intervista in occasione dell’uscita della serie. Sappiamo che in questa nuova serie tv Elena sarà una mamma, cosa che ancora non è nella vita. A tale proposito, però, ci ha rivelato:
Sono una donna e ho quindi il desiderio di maternità. Non ho ancora figli per via di questo lavoro, ho dovuto tenere a bada una serie di cose. Secondo la mia mentalità non sarei riuscita ad occuparmi anche di un figlio, poi magari se l’avessi fatto avrei anche potuto superare tutto. Ma il mio pensiero era che magari un figlio non sarebbe stato bene, non sarebbe stato felice, perché io devo sempre viaggiare, stare via. Quest’anno sono diventata zia e sono letteralmente impazzita, non pensavo minimamente che potesse essere una follia del genere. Fino a che non è nato vedevo tutto con distacco, ora invece sono impazzita. Anche il ruolo di zia è un ruolo molto particolare. Il bambino è figlio di mio fratello, la mamma è Valeria Graci, anche lei attrice, un’artista molto brava diventata famosa grazie a Zelig (è Valeriana, ndr), che ha dato questo bambino a mio fratello ma una vera follia a me! Con lui sono davvero capace di staccare la spina e di non pensare più a niente. Fate i figli, facciamo i figli!
Il primo film a cui hai preso parte te lo ricordi? Come è stato?
Certo, “Finalmente soli” di Umberto Marino, che dopo molti anni mi ha nuovamente scelta per la serie tv “I cerchi nell’acqua”, che andrà in onda prossimamente su Canale 5. È stato un film commedia molto divertente, a cui hanno preso parte tanti attori che dopo sono poi diventati famosissimi, ma che all’epoca non lo erano ancora, tipo Giorgio Panariello, Daniele Liotti, Manuela Arcuri, Tosca d’Aquino, erano veramente tanti. È stato il mio primo lavoro di cinema e lì ho conosciuto anche il mio primo amore importante, però poi è finita, ma come si dice, bisogna apprezzare ciò che si è avuto e domani sarà migliore del passato. Io ci credo moltissimo, ho fatto anche un percorso di analisi, uno si aiuta come può, è anche utile per questo mestiere, in cui uno ha bisogno di rafforzarsi sempre più.
In “Baciami piccina” hai lavorato con Neri Marcorè e Vincenzo Salemme. Immagino ti sarai divertita con due come loro…
È stata davvero un’esperienza piacevole. Noi tre eravamo i protagonisti di questa avventura particolare, atipica, in un’Italia del ’43, un film molto delicato, di ampio respiro. Devo dire che grazie a Marcorè e Salemme ero in ottima compagnia. In un film in cui non dovevamo assolutamente far ridere, non è stato semplice, perché tra il fuori ciack e il ciak dovevamo cambiare immediatamente espressione. Loro due avevano questa particolarità di riuscire immediatamente a non ridere più, invece a me rimaneva il sorriso ancora sulle labbra al momento del ciak. È stata una piacevolissima esperienza. A parte il fatto che questo film mi è rimasto sempre nel cuore, con un particolare amore. Io amo tutto quello che ho fatto, amo tantissimo il mio lavoro, ma di “Baciami piccina” conservo proprio un ricordo bello, di grande impegno, poi solamente noi tre, la maggior parte del tempo, è stata un’esperienza più particolare rispetto alle altre.
Hai preso parte con un piccolo cameo anche a Baarìa. Come è stato lavorare con un grande regista come Tornatore? Cosa ci racconti di quella esperienza?
È stata una fortuna poter prendere parte con tantissimi altri attori a una piccola parte di questo film diretto da un regista come Giuseppe Tornatore. Ciò che mi ha colpito è stata la magnificenza, la particolarità di vedere un set interamente ricostruito in Tunisia, non sono mezzi con cui ci lavori tutti i giorni, perché sappiamo bene quanto costa il cinema, fare un film o anche fare una fiction. Quella straordinaria ricostruzione non è certo una cosa che puoi dimenticare facilmente, ed è stata quindi una fortuna vederla, respirarla, capire come ci si può muovere in una tale situazione.
“Sharm El Sheik – Un’estate indimenticabile” è l’ultimo film a cui hai preso parte, insieme a comici del calibro di Giorgio Panariello, Enrico Brignano e tanti altri. È stato divertente?
Dentro di me penso di avere delle corde ironiche, non voglio dire di essere comica, però insomma può venire fuori anche un’ironia molto forte dal mio modo di recitare, per cui quella è stata un’occasione dove mi sono potuta esprimere alla grande. Lavorare con dei grandi comici come loro per me è stata una palestra, un insegnamento, catturavo ogni cosa per capire, per prendere esempio. È stata una bellissima esperienza, in Egitto, in un posto che è magico di per sé, con quel mare, la natura, il modo di essere della gente. Lavorare lì diventa anche piacevole perché finisci di lavorare e ti puoi concedere anche qualche pausa per te.
Ti senti più attrice comica o drammatica?
Ti darò una risposta scontata ma è quello che penso: un attore ha sempre voglia di immedesimarsi in tinte forti, in ruoli forti, dove puoi spingere l’acceleratore su alcune cose, perché ti senti di dare, perché senti che il personaggio te lo permette. Quindi diciamo che l’eccesso mi fa impazzire, sia il ruolo molto drammatico come il ruolo molto comico, perché sono degli eccessi, quindi mi danno la possibilità di poterci lavorare e di esagerare anche un po’, anche se poi tutto deve essere modulato con il regista per non rischiare di calcare troppo la mano. Con un personaggio a tinte forti, di estremi l’uno dall’altro, hai più modo di fare, almeno per le mie corde, per come mi sento io. Mi piacerebbe col tempo cimentarmi anche in personaggi più comici.
Un attore e un regista con cui vorresti lavorare, se ancora non l’hai fatto.
Non vorrei proprio mettere limiti alla Provvidenza, perché sai, a volte le cose inaspettate sono ancora più belle di quelle che desideri perché c’è la novità, quello che non ti aspettavi. Quindi a questa domanda io posso risponderti che sì, ci sono grandi registi, e noi in Italia ne abbiamo davvero di grandissimi, con cui mi piacerebbe lavorare. Ci sono anche degli sceneggiatori bravissimi da noi. Speriamo che la fonte di guadagno, quindi le produzioni e le distribuzioni, possano aumentare o rafforzare quello che è sempre un anello un po’ mancante di questo lavoro. Questo è quello che mi sento di dire, perché poi, sai, ce ne sono tanti che sogno ed è inutile fare qui la lista, mi dispiacerebbe poi escluderne qualcuno .
Il film che vorresti aver interpretato, quello della tua vita?
Ce ne sono molti, ma te ne dico uno che mi ha veramente segnato tantissimo e che è Lo scafandro e la farfalla di Julian Schnabel, che è uno di quei film di cui si può dire “Mamma mia che bello”, e non solo in qualità di attrice, e quindi di avere la fortuna di poterlo interpretare, ma proprio perché ti rendi conto di come può essere la vita di fronte a certe dimensioni. Secondo me il film, come anche i libri, devono servire a questo, devono far riflettere. Io sento che il mio mestiere può dare questa opportunità, io posso, attraverso i miei personaggi, poter trasmettere qualcosa a qualcuno. Sento che questa è la bellezza del mio lavoro. Noi viviamo, diamo per scontate tante cose, solo che la vita non è per tutti così. E ti posso dire che questo si vede bene in “Lo scafandro e la farfalla”, è un film che davvero ti lascia qualcosa.
Ringrazio Elena Russo per la disponibilità, la simpatia e la pazienza che mi ha riservato. Un ringraziamento particolare al fotografo Roberto Manetta per le foto che ci ha messo a disposizione.










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